— Geloso! esclamò la giovinetta sorridendo.

— Sì, geloso; o per dir meglio, egoista. Vorrei sentirvi io solo; vorrei che nessuno altro provasse quella gioia ch'io provo nell'ascoltarvi. Io so bene, Emma, che nessuno può in quei momenti sentir quello che sento io; ma pure, allora che gitto uno sguardo sul circolo de' vostri uditori, e veggo i loro volti infiammati, i loro occhi scintillanti, e indovino i palpiti dei loro cuori, a me pare che tutti debbano adorarvi siccome... siccome si adorano gli angioli come voi.

Daniele non disse siccome vi adoro io, ma Emma il comprese e sorrise. Da molto tempo la giovinetta si era accorta dell'amore di Daniele per lei, e ne gioiva. Daniele era per lei una vittima ch'ella attaccava al carro dei suoi continui trionfi, e cui si compiaceva di turbare.

— Sempre cortese e galante è il vostro linguaggio maestro. Se non sapessi che siete sincero, vi crederei adulatore...

Dopo qualche momento di silenzio, Emma riprese:

— Avrò un bel coraggio sabato sera per pormi a cantare. Sapete chi canterà da Lady Boston?

— Chiunque altro non potrà che sfigurare al vostro paragone.

— Anche se quest'altro o quest'altra fosse la signora Pasta?

— Ebbene, anche la signora Pasta non potrebbe che stare in seconda riga a petto vostro, Duchessina.

— Oh! oh! convenite che questo è troppo. La signora Pasta è la prima cantante che oggi sia in Italia.