— Che hai? ti veggo in fronte una cera lunatica, alla Jacopo Ortis; che ti è accaduto?
— Niente... propriamente niente; ho lavorato molto, sono stanco.
— Non me la darai ad intendere, discolo di prima sfera, riprese il Marchesino, qui ci è sotto roba femminile... Un tradimento, eh? Buffoneria l'accuorarsi per le donne... Ma già, alla tua età si crede ancora a quelle pappolate di fedeltà, di costanza di amore eterno, di un tugurio ma con lui, e a tante altre graziose parole di questo conio, belle invenzioni del secolo passato, ma che ora sono rancide o uscite di moda come Madame Colbran... Ricordati che
Femmina è cosa mobil per natura:
Solca nelle onde, e nelle arene semina
Chi pone sue speranze in cor di femina.
Ecco per esempio, quando tu sei venuto, io stava leggendo questo vecchio fascicolo dell'Utile Passatempo[1]. Ascolta questo aneddotuccio; «Veniva consigliato un padre di aspettare che suo figlio fosse più saggio per dargli moglie. Il vostro consiglio, rispose, non mi pare troppo buono, poichè se mio figlio diventa saggio, temo che più non si abbia ad ammogliare».
Mentre il Marchesino era intento a leggere, Daniele distratto e visibilmente contrariato dalle parole dei signorotti, andava lasciando in sul tondo del salottino quegli oggetti che soglionsi portare addosso nell'uscir di casa, come orologio, borsellino, denaro, portafogli, guanti ed altri simiglianti amminicoli di acconciatura. Il Marchesino Gustavo era un giovine d'un trent'anni o più, faccia comune e volgare, tagliata nel mezzo da due mustacchietti incerati, e terminata da un meschino gruppetto di peli in sul mento. Il suo vestito consisteva in un soprabito per mattino con altissimo bavero secondo la moda di quel tempo, in un corpetto di casimiro a corazza, in calzoni alla cosacca a righe. I suoi capelli eran folti e ricciuti. Essere della specie più comune, questo individuo non aveva altro pensiero, altra occupazione, altra cura che di ammazzare il tempo, secondo il linguaggio di simil razza di gente. Un buon pranzo o una buona cena era l'apogeo della sua poesia.
Un poco più ci piace dilungarci sul ritratto di Stefanello, offrendo questi un tipo curioso ed una specialità sociale che è andata sempre più crescendo cogli anni e che ora ammorba la nostra società. Questo tipo terribile da' francesi chiamato fat, dagl'inglesi ironicamente beau, è una specie di serpe da' guanti bianchi che striscia su i mattoni incerati dei salotti. Non credete però ch'ei sia terribile pel fascino irresistibile dello sguardo, ma perchè morde leccando, e le sue morsicature sono sempre mortali: un'arma possente e omicida è per lui la parola.
Entrate in una sala in cui sono molte dame e molti uomini, in cui si balli o si conversi, siete certo di trovare quest'essere sdraiato sovra i cuscini di un canapè, con una mano lisciante i ben composti capelli, e con l'altra ficcata oziosamente nella tasca del calzone: vicino a lui per lo più siede un altro della medesima pasta, e discorrono sbadigliando di donne e di amori, di conquiste fatte e da fare, di buone fortune e di altre simiglianti materie. Quest'uomo innocentissimo di condotta è però da fuggire come un appestato, e da non ammettersi mai in propria casa: la sua smania è di credersi un Don Giovanni, un Lovelace, di tenersi un bel seduttore, mentre forse in vita sua non ebbe mai la buona ventura d'essere stato corrisposto in amore. Egli vi dirà spiattellatamente d'essere stato felice innamorato della vostra innamorata, e vel dirà con sogghigno amabile a fior di labbra, con una grazia tutta particolare, con una proprietà di vocaboli da trarre chiunque in inganno. Voi aggiusterete fede alle sue parole; andrete in furore contro la vostra bella, contro tutte le donne; giurerete di abbandonarla, di non più vederla, mentre quella poverina non avrà neanco guardato il nostro bellimbusto. Tutte le donne, niuna esclusa, appartengono di diritto a quest'uomo: egli le domina tutte, e la loro sorte dipende da una sua formidabile parola. Tapina di quella fanciulla che per caso si trova a fissar lo sguardo su lui per qualche momento: ella è pazzamente presa di lui; tutto il mondo in un attimo il saprà.