— Voi, signore!

— Io, io propriamente, io darei la metà di quanto posseggo, purchè dormissi una sola notte il sonno che si dorme alla vostra età e colla vostra salute.

— Oh mio Dio! tanto dunque voi soffrite, signor Conte!

— Tanto io soffro! ripetè come un'eco sepolcrale il Baronetto.

Ebbero luogo tra quei due personaggi pochi momenti di silenzio. Edmondo riprese.

— Vi farò una proposta, signor de' Rimini, e voglio sperare che l'accettiate.

— L'accetto, signor Conte, rispose Daniele con fermezza.

— Anche prima di sapere di che si tratta.

— Qualunque cosa mi proponiate, io l'accetto, tornò a dire il giovine con risolutezza.

— Ed io vi ringrazio con tutta l'anima, signor de' Rimini, e spero non essere ingrato alla premura che mi dimostrate. Io dunque vi propongo di passare un mese in questa città di Manheim, e, se non vi dispiace, in questo casino. Vedete quanto ardisco sperare da voi! Rinunziare ad un mese di trionfi, e adattarvi a viver con un povero infermo qual sono io!