Il dramma offre alla musica un'infinita varietà d'immagini, di affetti, di passioni. Ma le leggi della verosimiglianza e le esigenze della scena, trascinano imperiosamente la musica su vie che non sono le sue.
Le eleganze e le grazie del canto, la quadratura de' pezzi, le ripetizioni e la simmetria, alla musica necessarissime, sconvengono non di rado ai procedimenti del dramma.
Il dramma, intanto, procede per analisi, e la musica per sintesi. Il dramma, anche quando è tutto d'invenzione, pretende di rappresentare il Vero e d'esser Storia. La musica, al contrario, è tutta e sempre Poesia; nient'altro che Poesia. E però frequentissimi i casi di discordia e d'inconciliabilità.
La musica Vocale e la Strumentale sono sorelle gemelle, la cui nascita rimonta forse alla creazione del mondo. Nulla s'oppone a credere che l'uomo, il quale, pel primo, cominciò a cantare, fosse contemporaneo di quello che, pel primo, cominciò a cercare i suoni soffiando nelle canne e nelle tibie.
Tuttavia, il progresso di una di quelle sorelle fu lentissimo. Sino agli ultimi anni del mille e cinquecento, la musica strumentale non ebbe un'esistenza sua propria che nelle Gighe, nelle Sarabande, nelle Gavotte e in altre forme della musica da ballo. Quanto al resto, fu tenuta sempre alla materiale ripetizione, al raddoppio cioè, delle parti vocali. Le Messe,i Salmi,i Madrigali, ecc., nel millecinquecento si scrivevano: per cantare e per suonare.
L'autonomia della musica strumentale è anch'essa un portato della Riforma melodrammatica fiorentina.
Subito aperta la nuova via, ecco procedervi sicuro un insigne musicista: Girolamo Frescobaldi; il più valente di quanti furono prima di lui e con lui, i valenti organisti. La sua fama fu tale, che, invitato a suonare in San Pietro Vaticano, gli uditori accorsi passavano i trentamila.
Eppure de' titoli di gloria del Frescobaldi, quello d'organista è forse il minore.
Egli fu compositore, per organo specialmente e per clavicembalo, d'altissimo merito. Le sue composizioni: le Toccate, i Ricercari, le Partite d'intavolatura, le Canzoni da suonare, van ricche di bellezze native e peregrine. In tutte (fatta sempre ragione ai tempi, s'intende) la melodia si svolge e discorre con naturalezza; ha forme simmetriche, è quasi sempre originale. E di sotto alla melodia, nuovo in parecchi atteggiamenti e di castigatissimo gusto, il magistero armonico.
Alla musica strumentale, il Frescobaldi ha dato il La. E a quel La si tennero tutti i cultori di quel ramo dell'arte suoi contemporanei, e i loro successori immediati: il Torelli, il Vivaldi, il Geminiani, il Bassani, il Corelli, lo Scarlatti (Domenico) e tanti e tant'altri, a dire dei quali anche per soli accenni, non che un discorso mal basterebbe un volume.