Sia o no suo, certo ispirato da lui è l' Opinione del come si abbia a governare la repubblica di Venezia per avere il perpetuo dominio. Voi non siete più innanzi al Ducci e al Sigismondi, voi finalmente comprendete come una capitale sorta sul fango e senza soldati proprii potè alzarsi gigante tra due imperi. Venezia è l'Anti-Roma: in questo motto la missione è definita, e s'intende nella grande rivoluzione la catastrofe contemporanea del papato e di Venezia.

Venezia è l'Anti-Roma; è la repubblica del rinascimento; la mente n'è Fra Paolo. Il suo andare, il suo vivere ti mostra il servita; il suo occhio ti dice il consultore di stato; la sua discussione ti apre tutte le parti del rinascimento. La contraddizione in lui è muta; egli non ve la svelerà mai; e il suo labbro è chiuso a voi come in Cosenza la bocca di Telesio era per sempre chiusa a Campanella.

V.

In Venezia Sarpi discute con Galilei intorno alle nuove applicazioni delle matematiche, ed in Venezia Bruno era prigioniero della Inquisizione. Come!... nella repubblica del rinascimento è carcerato — proprio in quel tempo — il più gran filosofo del rinascimento? Signori, ricordate che l'Inquisizione di Venezia non voleva consegnarlo a quella di Roma; ricordate che la consegna avvenne nell'assenza di Sarpi; e ricordate pure che anche le repubbliche più indipendenti sottostanno all'ora della ragion di Stato. Potete fingere la scoperta di un'isola introvabile, ma non la fingerete separata dal mondo.

Ciò che tra Sarpi e Galilei era un dialogo, in Bruno era già un sistema; e ciò che tra que' due si discorreva sommesso l'altro aveva già divulgato nel mondo.

Lunga e crudele fu l'espiazione, e grande dovè essere il peccato. Certo, quando avete affermato che i mondi sono innumerabili e che l'assoluto è nell'universo, avete detto l'ultima bestemmia.

Ne uscì la natura divinizzata e l'uomo, sciolto dalle contemplazioni monastiche, restituito alle virtù civili. Mai forse, da Lucrezio in fuori, la natura fu celebrata con versi così belli, fusione mirabile di filosofia e poesia; mai forse come in lui si avverò che la filosofia è una poesia sistemata e la poesia è una filosofia intuita; mai l'universalità del genio fu così contemperata coll'indole meridionale, che è di filosofi poeti. L'indicazione istessa della filosofia è in lui una poesia che sgara qualunque poema filosofico antico. Bisogna udirlo: Nuda è la divina Sofia, e nuda irradia luce da tutto il corpo.... Deh! non la velate, chè gran peccato è velare questo santo corpo. Essa fa fede di sè.

Nuda est illa, nublis circumque stipula maniplis,

Nudaque de toto jaculatur corpore lucem,

Magna est velari sanctum hoc injuria corpus.