9.º La federazione non aveva presidente, nè capo del potere esecutivo.

10.º Essa aveva invece due supremi Capitani di guerra, con eguali attribuzioni ed eguale potere (i due «Re» degli spartani, i due Consoli di Roma).

Questa fu tutta la costituzione pubblica, sotto la quale gli Irocchesi vissero oltre quattro secoli, e vivono ancora. Io l'ho minutamente descritta sulle traccie di Morgan, poichè essa ci offre l'opportunità di studiare l'organizzazione di una società, nella quale lo Stato non è sorto ancora. Lo Stato presuppone un potere pubblico speciale, distinto dalla collettività dei cittadini; e Maurer, che con giusto istinto riconosce la costituzione della marca tedesca come un'istituzione per sè stessa meramente sociale, essenzialmente diversa dallo Stato, benchè poi debba in gran parte servirgli di base — Maurer indaga perciò in tutti i suoi scritti il sorgere graduale del potere pubblico in seno e accanto alle costituzioni originarie delle marche, dei villaggi, dei castelli e delle città. Noi vediamo negli Indiani del Nord-America, come una tribù, originariamente una, si estenda mano mano sopra un vasto continente; come le tribù, scindendosi, diventino popoli, interi gruppi di tribù; come i linguaggi si modifichino fino a che non solo diventano inintelligibili tra loro, ma svanisce anche quasi ogni traccia dell'unità originaria; come inoltre nelle tribù le singole genti si scindano in parecchie, le antiche genti-madri si conservino sotto forma di fratrie, e nondimeno i nomi di queste antichissime genti rimangano inalterati in tribù molto lontane e da lungo tempo separate — il Lupo e l'Orso sono ancora nomi gentili presso la maggioranza delle tribù indiane. E a tutte queste tribù si applica in generale la suddescritta costituzione — colla sola differenza che molte non si sono spinte sino alla federazione delle tribù parenti fra loro.

Ma vediamo anche, fino a qual segno — posta la gente come unità sociale — tutta la costituzione delle genti, delle fratrie e della tribù, si sviluppi da questa unità con necessità quasi ineluttabile — perchè naturale. Sono tre gruppi di differenti gradazioni di consanguineità, chiuso ciascuno in sè stesso e regolante i suoi proprii affari, ma integrantisi a vicenda. E la cerchia di affari loro spettante abbraccia l'insieme degli affari pubblici dei barbari dello stadio inferiore. Dove quindi troviamo in un popolo la gente come unità sociale, noi potremo cercarvi anche un'organizzazione della tribù, analoga alla qui descritta; e dove esistono fonti sufficienti, come presso i Greci ed i Romani, non solo la troveremo, ma ci convinceremo altresì che, dove le fonti ci lasciano in asso, il paragone della costituzione sociale americana ci aiuta a risolvere i dubbii e gli enigmi i più difficili.

Ed è mirabile in tutta la sua infantilità e semplicità questa costituzione gentile! Senza soldati, gendarmi e poliziotti, senza nobili, re, governatori, prefetti o giudici, senza prigioni, senza processi, tutto fa il suo corso regolare. Ogni disputa o contesa è decisa dalla collettività degli interessati, la gente o la tribù o le singole genti fra loro — solo come estrema risorsa, cui ben di rado si ricorre, sta la minaccia della vendetta, di cui la nostra pena di morte non è che la forma incivilita, che reca in sè tutti i vantaggi e tutti i guai della civiltà. Sebbene vi siano molti più affari comuni che non oggi — l'economia domestica è comune a tutta una serie di famiglie ed è comunistica, il terreno è proprietà comune della tribù, solo gli orti sono temporaneamente assegnati ai particolari — tuttavia non c'è neanche una traccia del nostro vasto e intricato apparato amministrativo. Gl'interessati decidono e, nel più dei casi, il costume secolare ha già tutto regolato. Non vi possono essere nè poveri, nè indigenti — la famiglia[18] comunistica e la gente conoscono i loro doveri verso i vecchi, gl'infermi e gli storpiati in guerra. Tutti uguali e liberi — anche le donne. Non v'ha ancor posto per gli schiavi, nè, di regola, per la soggiogazione di tribù straniere. Allorchè gli Irocchesi, intorno al 1651, ebbero vinti gli Eries e la «nazione neutrale», essi offrirono loro di entrare nella federazione con eguali diritti; solo quando i vinti ricusarono, vennero espulsi dal loro territorio. E quali uomini e quali donne produca una siffatta società, lo dimostra l'ammirazione di tutti i bianchi, che s'imbatterono con Indiani non degenerati, per la dignità personale, la rettitudine, la forza di carattere e il valore di questi barbari.

Del valore ebbimo esempii affatto recenti in Africa. I Cafri Zulù, alcuni anni or sono, come i Nubii, or son pochi mesi — due tribù nelle quali non sono ancora estinte le istituzioni gentili — hanno fatto quanto non saprebbe fare alcuna milizia europea. Non muniti che di lancie e di frecce, senza armi da fuoco, sotto la grandine di palle dei retrocarica della fanteria inglese — riconosciuta la migliore del mondo pel combattimento a file serrate, — si spinsero sino alle sue baionette, e più d'una volta l'hanno scompigliata ed anche respinta, nonostante la colossale ineguaglianza delle armi e benchè ignorino il servizio militare e gli esercizii militari. Ciò che sanno fare e sopportare lo dicono i lamenti degli Inglesi, secondo i quali un Cafro in 24 ore percorre maggior via di un cavallo — il più piccolo muscolo scatta fuori, duro e temprato, come corda di sferza, dice un pittore inglese.

Tali apparivano gli uomini e la società umana prima della separazione in classi. E se paragoniamo la loro condizione con quella della immensa maggioranza degli odierni uomini inciviliti, la distanza è enorme tra il proletario e il piccolo contadino odierni e l'antico libero compagno di una gente.

Questo è un lato della cosa. Ma non dimentichiamo che tale organizzazione era consacrata allo sfacelo. Essa non andava al di là della tribù; la federazione delle tribù denota già il principio del suo tramonto, come si mostrerà, e come già si mostrò nei tentativi di conquista degli Irocchesi. Ciò che era fuori della tribù, era fuori del diritto. Ove non esisteva espresso trattato di pace, era guerra da tribù a tribù, e la guerra era condotta colla crudeltà che distingue gli uomini dagli altri animali e che soltanto posteriormente venne mitigata dall'interesse. La costituzione gentile nel suo fiore, quale la vedemmo in America, presuppone una produzione pochissimo sviluppata, cioè una popolazione assai rada sopra un esteso territorio; quindi una dipendenza quasi completa dell'uomo dalla natura esterna, incompresa, rizzanteglisi di fronte come straniera, dipendenza che si riflette nelle fanciullesche idee religiose. La tribù restava la frontiera per l'uomo, tanto di fronte agli estranei quanto a sè stesso: la tribù, la gente e le loro istituzioni erano sacre ed inviolabili, erano un potere supremo posto dalla natura, al quale l'individuo rimaneva assolutamente sottoposto nel sentire, nel pensare e nell'agire. Quanto le persone di quest'epoca ci appaiono imponenti, altrettanto sono indifferenziate fra loro, e ancora attaccate, come dice Marx, al cordone ombellicale della naturale comunità primitiva. Il potere di questa doveva essere infranto — e lo fu. Ma fu infranto da influenze, che sin dal principio ci appaiono come una degradazione, come una caduta dalla semplice altezza morale dell'antica società gentile. Sono i più volgari interessi — la bassa cupidigia, la brutale sensualità, la sordida avarizia, la egoistica rapina nel possesso comune — che inaugurano la nuova, la incivilita società di classi; sono i mezzi i più ignominiosi — il furto, la violenza, la perfidia, il tradimento — che minano e distruggono l'antica società gentile priva di classi. E la stessa nuova società, durante i duemila e cinquecento anni della sua esistenza, non fu altro mai se non lo sviluppo di una piccola minoranza a spese della grande maggioranza sfruttata ed oppressa — ed ora lo è più che mai.

IV. La Gente Greca

I Greci, come i Pelasgi ed altri popoli dello stesso stipite, erano già sin dal tempo preistorico ordinati secondo la stessa serie organica degli Americani: gente, fratria, tribù, federazione di tribù. La fratria poteva mancare, come fra i Dorii, la federazione di tribù poteva non essere ancora costituita dapertutto, ma in tutti i casi la gente rimaneva l'unità. Quando i Greci entrano nella storia, essi si trovano alla soglia dell'epoca civile; tra essi e le tribù americane, delle quali fu parlato sopra, intercedono poco meno di due grandi periodi di sviluppo, di cui i Greci del tempo eroico precedono gli Irocchesi. Perciò la gente dei Greci non è più affatto la gente arcaica degli Irocchesi, e l'impronta del connubio per gruppi è già in buona parte sparita. Il diritto materno ha ceduto al diritto paterno; — con ciò la nascente proprietà privata ha fatto la sua prima breccia nella costituzione gentile. Una seconda breccia fu la naturale conseguenza della prima: poichè, col diritto paterno, la fortuna di una ricca ereditiera sarebbe passata colle nozze a suo marito, cioè ad un'altra gente, si sovvertì la base di ogni diritto gentile, e non solo si concesse, ma s'impose, in questo caso, che la fanciulla si maritasse entro la gente, per conservare i beni a quest'ultima.