AVVERTENZE FILOLOGICHE

Fu durante gli squallidi e non volontarii ozii del reclusorio di Pallanza che potei dedicare parecchie giornate a una diligente revisione di questa versione — completata colle notevoli aggiunte dell'ultima edizione tedesca — dell'amico prof. Martignetti. Dei ritocchi intesi soltanto a viemmeglio italianizzarne lo stile — talvolta, per delicato scrupolo di fedeltà, un po' tedescamente duro — non occorre ch'io m'intrattenga. Debbo invece al traduttore e al lettore e alla memoria di Engels — il quale, buon conoscitore della nostra come di quasi tutte le moderne lingue europee, aveva approvato la prima versione (Benevento, 1885), e che pur troppo non è più là perchè, nei dubbii, possiamo consultarlo, come solevamo — debbo un po' anche a me stesso, per la responsabilità che ciascuno deve assumere dei fatti suoi, un chiarimento su quelle modificazioni, che, toccando ad alcune parole, se così posso esprimermi, sostanziali potrebbero essere soggetto di critica.


Einzelehe. — Questo termine ricorre frequentissimo nel volume e appartiene a quella che chiamerei la «terminologia tecnica» dell'autore. Martignetti, e con esso il Sig. Enrico Ravé, che voltò questo libro in francese[3], lo traducono quasi sempre con monogamia, matrimonio monogamico, al pari della parola Monogamie, che l'Engels impiega pure con non minore frequenza. Letteralmente, Einzelehe significa connubio singolare o di singoli, cioè connubio di due sole persone, in contrapposizione alle varie forme di connubio plurale, (poligamia, poliandria, connubio per gruppi, ecc.). Io, dovunque l'Engels adopera Einzelehe, sostituii — ad evitare anche il doppio senso dell'aggettivo «singolare» — la dizione «connubio (o unione coniugale) individuate».

Invero, finchè si credette che, di connubii plurali, non esistessero che le forme tradizionalmente note — poligamia e poliandria — e, viceversa, di connubii singolari, la sola forma monogamica, il vocabolo monogamia rispondeva e bastava. Ma le scoperte del Morgan, illustrate dall'Engels, rovesciarono cotesto semplicismo. Questo volume ci apprende come, da un lato, la poligamia e la poliandria siano state precedute (a prescindere dall'antichissima e supposta promiscuità assoluta, che non sarebbe una forma, anzi sarebbe piuttosto la negazione di ogni forma di vero connubio) da molteplici modi di una unione coniugale, che ha insieme della poliandria e della poligamia, senza essere nè l'una, nè l'altra, e che fu chiamata «connubio per gruppi» (Gruppenehe): nel quale tutta una serie di donne erano mogli di tutta una serie di mariti, e del quale la forma punalua sarebbe stata il tipo più evoluto e classico. Ci apprende, dall'altro lato, che, assai prima che trionfasse la rigorosa monogamia dei tempi storici (feste Monogamie), la quale del resto non significa sempre — non significò mai, secondo Engels — la limitazione del rapporto sessuale abituale ad una coppia unica; usarono, per quasi tutto il periodo della Barbarie e per gran parte altresì dell'epoca selvaggia, forme varie di connubii a tempo, dal vincolo più o meno rilassato (lockre Monogamie), ma fra due sole persone; vere forme dunque di connubio singolare od individuale (Einzelehe). La Paarungsehe, connubio per coppie, o sindiasmico, sarebbe stata la forma classica di questi maritaggi, risolubili per mutuo consenso, o per volontà di una delle parti, rimanendo i figli alla madre.

Non solo: ma, mentre le varie forme di connubio per gruppi tennero un larghissimo posto nella evoluzione umana e durarono per millennii, come unioni perfettamente organizzate, sulle quali imperniavasi un sistema complicato e ben fisso di parentela e tutta una costituzione sociale; l'Engels ci dimostra come la poligamia e la poliandria, queste forme di connubii per gruppo unilaterali, non poterono essere mai se non l'eccezione e, com'egli si esprime, «un prodotto di lusso della storia» (pag. 76). Dall'altro canto, la monogamia propriamente detta, quella che l'Engels chiama preferibilmente Monogamie, non si svolge dalle varie forme di connubio individuale, e in particolare dal connubio sindiasmico, se non a un dato momento della storia e sotto la pressione di fattori speciali — fattori economici. — Fu dacchè l'allevamento sistematizzato degli armenti, devoluto sopratutto al sesso maschile, permise all'uomo di accumulare ricchezze suscettive di appropriazione individuale e di scambio, dalla proprietà delle quali la donna era esclusa: fu soltanto da tale momento, il quale appare nello stadio più avanzato della Barbarie, già quasi alle soglie dell'epoca civile, che l'uomo — intendiamo il maschio umano — ebbe possibilità ed interesse di modificare la forma di famiglia per modo, da assicurare ai propri figli (la cui paternità doveva, a tal uopo, risultare ben certa) l'eredità di cotesti suoi beni. Caddero allora (nell'ipotesi dell'Engels) il diritto materno e la discendenza in linea femminile; l'uomo diventò, nella famiglia, il despota; si pretese dalla donna (non si dice che la si ottenesse) la fedeltà più rigorosa, e il connubio non fu più risolubile per sua iniziativa. La «monogamia» nasce in questo momento, dopo un lungo periodo di Einzelehen di varia natura; nasce, col suo corteggio obbligato di infedeltà, specialmente mascolina, di eterismo, di prostituzione; monogamia, in ogni caso, temperata e corretta dall'adulterio. E, com'essa è nata da fattori economici, così con questi si trasforma; ecco l'odierno matrimonio proletario, nel quale, per la rispettiva indipendenza e quasi parità economica dei due sessi, i caratteri storici della monogamia, la supremazia del maschio, l'adulterio ecc., la stessa ferrea indissolubilità, si ottundono; e più si ottunderanno quanto più (come già sta avvenendo) i lavori domestici si trasformeranno in servizio sociale. Il matrimonio proletario, dice l'Engels, è monogamo nel senso etimologico, ma non affatto nel senso storico della parola; il connubio dell'avvenire farà della monogamia (intendasi qui, dunque, nel senso etimologico) una realtà per la prima volta anche per l'uomo (pagg. 92 e 97).

Non è dunque un semplice accidente se l'Autore di questo libro adopera distintamente le due diverse espressioni, Monogamie ed Einzelehe; e generalmente (non manca qualche esempio in contrario, ma in casi nei quali non è possibile l'equivoco) adotta il termine greco per la forma storica e il tedesco per la monogamia in senso etimologico, e quindi nel significato più generale. Postochè l'Einzelehe comprende la Monogamie, ma non viceversa, e questa è preceduta e potrà essere susseguita da lunghissimi periodi di Einzelehen che non sono Monogamie, è chiaro che l'adottare un vocabolo solo per i due concetti non può essere senza confusione. Sovente, infatti, la confusione si affaccia. Qualche volta il Ravé tenta sfuggirle, rendendo, per esempio, Einzelehe con «mariage unique»(?) (pag. XIV), o risolve la difficoltà sopprimendone l'obbietto, come a pag. 13, dove Einzelehe diventa Ehe: «ce genre de mariage.....»; preceduto in questo spediente dal Martignetti (ediz. 1885, pag. 21). Ma ecco un brano che mi sembra risolutivo (cfr. più oltre, pag. 105-106; ultima ediz. tedesca 1894, pagg. 71-72):

«Or poiché — scrive l'Engels — l'amore sessuale è di sua natura esclusivo,.... il connubio fondato sull'amore sessuale è, di sua natura, Einzelehe. Vedemmo quanta ragione aveva Bachhofen di considerare il progresso dal connubio per gruppi all'Einzelehe come l'opera sopratutto delle donne; solo il passaggio dal connubio sindiasmico alla Monogamie è dovuto agli uomini; e, storicamente,.... agevolò la infedeltà degli uomini. Ecc.»

Qui è ben chiaro che Einzelehe e Monogamie sono distinti, successivi ed in contrapposto fra loro; fra essi, cronologicamente, sta di mezzo il connubio sindiasmico, forma speciale di Einzelehe, onde si è svolta la Monogamie. Martignetti, nelle pagina manoscritte (il brano è fra gli aggiunti nelle ultime edizioni tedesche), rendeva Einzelehe nel primo caso con monogamia, nel secondo, fatto accorto della contraddizione, con matrimonio per coppie. Ravé si districa ancor peggio (pag. 108):

«Mais, dès lors que, par sa nature, l'amour sexuel est exclusif,.... le mariage basé sur l'amour sexuel est, de par sa nature, la monogamie. Nous avons vu combien Bachofen avait raison lorsqu'il considérait le progrés du mariage par groupe au mariage par couple, comme étant surtout l'oeuvre de la femme; seul le passage du mariage syndiasmique à la monogamie peut être mis au compte de l'homme; ecc.»