A non voler meritare il rimprovero che l'Engels muove al Westermark (V. più oltre, pag. 43) di «guardare lo stato di cose primitivo colla lente del lupanare», non mi pare possibile tradurre il concetto della Preisgebung, come fa talora il Ravé (pag. 53, 80, ecc.), coi vocaboli moderni prostituirsi e prostituzione. Simili espressioni (Prostitution, Prostituirten) sono a preferenza, se non sempre, impiegate dall'Engels per indicare il far commercio e lucro di sè, la moderna prostituzione venale o professionale, figlia dell'epoca proprietaria e compagna inevitabile del predominio maschile e del matrimonio monogamico, colla quale l'antica promiscuità nulla aveva di comune; nè quindi poteva avervi alcunchè di comune quest'altra promiscuità, rituale o simbolica, avvenisse pure talvolta a prezzo di denaro (Hingebung für Geld), denaro che in origine passava al tesoro del tempio nel quale celebravasi il rito d'amore (pag. 84). Lo stesso eterismo dei Greci, comechè le Etere fossero straniere o liberte, non è ancora la vera prostituzione. Giova rammentare come l'Engels, in una nota (pag. 45), rimproveri al Goethe di avere, in una sua ballata, troppo assimilato la religiöse Frauenpreisbung degli antichi alla prostituzione moderna.
Il Martignetti ben avvertì la differenza e soleva tradurre Preisgebung con abbandono. Questa espressione dovette soltanto venir completata, perchè non apparisse un pudibondo eufemismo.
(Aprile 1901)
Filippo Turati.
Prefazioni dell'Autore
PREFAZIONI DELL'AUTORE
I. — Alla 1.ª edizione (1884).
I capitoli che seguono sono in certo modo l'esecuzione di un legato. Un uomo del valore di Carlo Marx si era riservato di esporre i risultati delle investigazioni di Morgan, in relazione con quelli delle sue — in certi limiti, oso dire delle nostre — ricerche storiche materialistiche e di chiarirne quindi tutta l'importanza. Morgan aveva pure scoperto di nuovo, a modo suo, in America, la concezione materialistica della storia, scoperta 40 anni prima dal Marx; e, nel suo paragone della barbarie colla civiltà, era stato condotto da essa, nei punti principali, ai medesimi risultati del Marx. E come il Capitale fu per lunghi anni saccheggiato con tanta premura dagli economisti di mestiere in Germania quanta fu la perfidia con cui si adoperarono a ucciderlo col silenzio, così, in modo affatto simile, venne trattato il libro di Morgan Ancient Society[4] dai portavoce della scienza «preistorica» in Inghilterra. Il mio lavoro può supplire assai debolmente quello che non fu concesso di fare al mio estinto amico.
Mi stanno però dinnanzi — e li riprodurrò per quanto sia possibile — i commenti critici ond'egli accompagnò i minuziosi estratti dal Morgan.
Secondo la concezione materialistica, il movente essenziale e decisivo, nella storia, sta nella produzione e nella riproduzione della vita immediata. Queste, a loro volta, sono di due specie. Da una parte, la produzione delle sussistenze: alimenti, vesti, abitazioni, e degli strumenti che le procacciano; dall'altra, la procreazione degli stessi uomini, la riproduzione della specie. Le istituzioni sociali, sotto le quali vivono gli uomini di una data epoca storica e di un dato paese, sono determinate da entrambi i modi della produzione: per una parte, dal grado di sviluppo del lavoro; per l'altra, dal grado di sviluppo della famiglia. Meno sviluppato è il lavoro, più limitata è la quantità dei suoi prodotti, ossia della ricchezza sociale, e tanto più l'ordinamento sociale si vede dominato da vincoli di sangue. In questo assetto sociale, basato su legami di consanguineità, si sviluppa intanto sempre più la produttività del lavoro; insieme ad essa la proprietà privata e lo scambio, la differenza di ricchezza, l'impiego di forza di lavoro estranea, e con ciò la base degli antagonismi di classe: nuovi elementi sociali che, nel corso delle generazioni, si sforzano di adattare l'antica costituzione sociale alle nuove condizioni, sino a che finalmente la loro incompatibilità produce una completa rivoluzione. La vecchia società, basata su vincoli di sangue, è frantumata nella collisione colle classi sociali novellamente sviluppatesi; subentra una nuova società, compendiata nello Stato, le cui unità costitutive non sono più gruppi consanguinei, ma locali; una società, nella quale l'ordinamento della famiglia è interamente dominato dall'ordinamento della proprietà, e nella quale si svolgono liberamente quegli antagonismi e quelle lotte di classi, in cui consiste tutta la storia fin ora scritta.