— Infelici! io dissi fra me, almeno aveste un qualche conforto nei vostri patimenti, il conforto della religione che unica al mondo può sostenere l'uomo nei momenti più desolati! ma anche questo conforto vi manca! oh Dio! qual prova terribile deve essere per voi quella di vedervi abbandonati da tutti, e sotto il giogo mostruoso d'una violenza senza fine!...

Di buon mattino ordinai al Ràies di staccare la barca dalla riva e di scendere il fiume. Durante il cammino io m'era seduto presso il timone, ov'era il Ràies, uomo intelligente e maomettano per la vita.

— E dunque, egli mi disse, che ti pare di quel turco mercante.... rapire quelle povere donne.... e chi sa in qual modo....

— Puoi immaginartelo, io risposi, a tradimento, dopo d'averle adescate con perline di vetro. Egli è un uomo vile, dispregevole, brutale. Povere donne! chi sa come e dove andranno a finire!

— Speriamo, soggiunse il Ràies, ch'esse cadano in buone mani. Fra i compratori vi sono molti uomini generosi ed umani.

— Te lo concedo, io dissi, e tu ne saresti uno, che tratti bene, lo so, la tua schiava; ma secondo la mia opinione, voi, uomini umani e generosi, siete in qualche modo responsabili delle brutalità e degli oltraggi che subiscono questi poveri sfortunati. Anche i Turchi, posso dirtelo, trattan bene gli schiavi; ma se il Divano ritirasse la sua sanzione e la sua influenza, quanto non sarebbe diminuita la schiavitù nell'Africa! Seìd-Pascià, è vero, ha proibita la schiavitù, fin dal 1854, nei paesi a lui soggetti, e quindi la compera e la vendita degli schiavi; pure noi sappiamo che nel Sudàn grande ne è ancora il numero, e che si possono acquistare a tenuissimo prezzo, se non nei pubblici mercati, in tanti altri modi che vengono suggeriti, e tu lo sai, da quelle stesse autorità, che dovrebbero invigilare perchè la legge fosse osservata. Che importa che i Pascià, gli Ufficiali del Governo e pochi, pochissimi, nel Sudàn trattino bene i loro schiavi, se la maggior parte invece nessuna cura si prende della salute e della vita di quegli infelici, che ammalati abbandona, stroppiati uccide, morti trascina lungi dall'abitato nel deserto perchè se li mangino le jene?... Insomma, lo ripeto, sono i vostri sentimenti generosi ed umani da voi millantati, che autorizzano tante brutalità.

— Sappi però, o signore, continuava il Ràies, che la schiavitù avrebbe luogo medesimamente nell'interno dell'Africa, ove dalle tribù stesse dei Negri viene praticata....

— Ma forse non con tanta barbarie; e, se mai, credi a me che i Governi civili d'Europa, qualora fossero assistiti dal vostro Governo, riuscirebbero se non a torla presto del tutto, a mitigarla d'assai.

La barca intanto progrediva il suo cammino, e giunse dopo circa tre ore alla riva destra dei Dénka-Abujò.

Era mia intenzione di visitare anche quest'anno (1860) il Gran-Capo di quella tribù, Akòl-Guorgièb[12].