— Che vuol dire tutto questo, gridò ad alta voce, rivolgendosi vivamente verso di me; sappi che noi rispondiamo d'una maniera sola a chiunque abbia delle pretensioni in questo nostro paese; e che il miglior partito che tu possa scegliere è di andartene via tosto co' tuoi compagni e di lasciare le schiave che costano denaro.
— Hàder, eccomi pronto a' tuoi cenni, io risposi con un accento tanto sommesso quanto il suo era prepotente, e fatto cenno a' miei compagni di seguirmi, senza dir altro, presi il sentiero che conduceva alla barca.
Dopo alquanti passi mi accorsi d'avere a fianco l'uakìl; lo guardai fiso senza dir verbo; ed egli non trovava parole per assicurarmi che non era complice per nulla in ciò ch'era avvenuto, che non aveva neanche sospettato che un orecchio straniero avesse spiato il nostro colloquio e l'avesse poi riferito agli Arabi, ch'era spiacentissimo di questo incidente; e mi pregava, mi scongiurava a non giudicarlo severamente; e a prova di quanto asseriva, mi prometteva che avrebbe fatto di tutto per darmi in mano le schiave prima ancora che sorgesse il sole del giorno dopo.
— Staremo a vedere, gli dissi; io adunque non partirò che domani; e tu rifletti intanto che senza le schiave non potrò visitare la tribù degli Abialàñġ, e me n'andrò difilato a Chartùm, ove hai moglie e figliuoli, ed ove spero di rivederti. Vedi bene che allora non ti rincresca, ma troppo tardi, di non avermi consegnato quelle donne.... selàm aalèk (io ti saluto); e lo lascia così.
Come fummo tutti in barca, ordinai al Ràies di scostarla dalla riva e di gettar l'áncora per evitare ogni possibile assalto, durante la notte, da parte degli Arabi. Le armi da fuoco erano cariche; non era a temer nulla; potevamo riposarci tranquilli. Ma io non avrei potuto dormire, e non dormii; la mia anima era troppo agitata: pensavo alle schiave abialàñġ, al grave pericolo incorso in Hèllat-Kàka, alle ultime parole dell'uakìl, che avrebbe fatto di tutto... per darmi in mano le schiave... prima che sorgesse il sole di domani... e speravo che ciò sarebbe avvenuto, che Dio avrebbe esaudito i voti ardenti del mio cuore... e m'immaginavo di vederle in barca con noi riboccanti di gioia per la libertà ottenuta... Oh! il senso della libertà quanto è sublime!... Come sarà bello, come sarà dolce per queste povere madri di rivedere le proprie famiglie, e di contemplare il volto dei loro figliuoletti resi ancora più cari dalle rimembranze dei pericoli corsi e dei crudeli timori di non più rivederli! Oh! quanto ci saranno grati i mariti, ai quali avremo ridonate libere le mogli! E tutta la tribù quale opinione non concepirà di noi! Quanto bene fra loro ci sarà dato di fare, coll'aiuto di Dio!... È vero che la Missione cattolica è stata richiamata dal fiume Bianco a cagione del terribile clima che non permette ai Missionari di vivere, fatte poche eccezioni, più di due o tre anni; ma coi debiti riguardi e colla grazia del Signore, scegliendo una stazione migliore di quella di Chartùm e di Santa Croce, qual sarebbe la stazione ch'io vorrei stabilire nella tribù degli Abialàñġ presso il canale Tarciàm, perchè non potremo noi vivere?... Sono vissuto anch'io... Ah! sì, io farò tutto il possibile affinchè Roma conceda, almeno a noi missionari italiani, di ritornare fra questa tribù.
Con tali pensieri passai tutta la notte; e già cominciava a sorgere il mattino, e dalla parte di Hèllat-Kàka, ove tenevo fissi gli sguardi, non vedevo a comparire nessuno. Presto sorgerà il sole, dicevo, e l'uakìl non si farà vedere nè solo nè colle schiave; ormai ho perduta ogni speranza! Povere schiave! quanto io vi compiango! qual piena di angoscie e di patimenti vi aspetta! poteste almeno confortarvi in Dio e in una futura giustizia, chè allora meno tremenda vi si presenterebbe la vita; ma languire nella degradazione, subire il giogo di una barbara servitù, perdere gradualmente la facoltà di sentire, senza una speranza di felicità più o meno vicina... questa deve essere la prova più crudele, io penso, che l'uomo possa sostenere quaggiù.
— Ecco che il sole si alza, mi diceva il Ràies, e l'uakìl non s'è ancora veduto; veramente... mi pare che due uomini s'avanzino; eccoli là, o signore; e vengono dal quartiere degli schiavi.
— Oh! fosse l'uakìl, io sclamai, che mi desse qualche buona notizia!... ma io ne temo assai.
— Sì, è proprio lui in persona... è lui in compagnia di un faqìh (sacerdote) dongolèse ch'io pure conosco; e vengono, senza alcun dubbio, per concertare qualche cosa di buono intorno alle schiave; altrimenti non si sarebbero lasciati vedere.
Di fatto, l'uakìl, giunto col faqìh a trenta o quaranta passi dalla riva del fiume, mi chiamò per nome, dicendo che gli premeva di parlare con me solo. — Io feci avvicinare la barca alla riva, smontai, ed eccomi a lui, ansioso d'ascoltarlo.