— Sappi, o signore, egli disse allora, che ier sera ci unimmo a consiglio in cinque persone, e dopo lunga e matura deliberazione fu deciso che conveniva rilasciarti le schiave, a condizione però che tu stesso te le venga a prendere dalla capanna, ove si troveranno slegate, senza che nessuno di noi le custodisca. Ma vieni solo, o accompagnato da due o tre uomini al più, per non dar troppo nell'occhio.
— In una parola, io soggiunsi, voi volete fare di me un ladro; tuttavia accetto volentieri la vostra proposta; ma dimmi... non è pericoloso l'esporsi così di giorno... se ci colgono gli Arabi ci fanno in brani: tu sai il brutto tiro di ieri, ch'io non mi sarei mai aspettato.
— Sta sicuro, o signore; fidati di me; oggi non ti può capitar nulla di sinistro; il Capo arabo, che ti si presentò ieri co' suoi bravi è partito stanotte per la tratta dei Negri; del resto fu una smargiassata la sua, perchè ti sapeva Frangi incapace di vendicarti; non avrebbe fatto così con un Turco.
— E quando debbo venire?
— Mezz'ora dopo che noi saremo partiti, rispose; ma prima permetti che ti dica, in un orecchio, che sarà bene che tu faccia un regalo, e un bel regalo a questo faqìh, poichè se la cosa andò a terminare così, a lui principalmente ne dobbiam dare il merito.
— Che cosa dovrò dargli, che non ho denaro?
— Un sacchetto di perline di vetro, che so che ne possiedi di bellissime.
— Ehi! Cher-Allàh! portami qui due sacchetti di perline di vetro, delle più belle che abbiamo; e ne consegnai uno all'uakìl e un altro al faqìh, i quali partirono contentissimi.
Passata mezz'ora, me n'andai io pure al quartiere degli schiavi col missionario Antonio Kaufman, col turcimanno Cher-Allàh e col Negro Ciòl. — Fuori delle capanne non vedemmo anima viva; tutte erano chiuse, ad eccezione della capanna delle schiave abialàñġ, che se ne stavano dentro ritte in piedi, bell'e slegate, guardandosi l'una l'altra senza capirne nulla. — Appena però videro il negro Ciòl e il turcimanno Cher-Allàh mandarono un grido di gioia, che mi fece piangere di tenerezza; ma io tosto imposi loro silenzio con un movimento della mano; e Ciòl e il Turcimanno fissarono gli occhi sopra gli occhi loro in modo così grave ch'esse dovettero subito immaginarsi che avvenisse qualche cosa di straordinario. — Zitto, o sorelle, disse Ciòl,... parlate piano,... potrebbero sentirci gli Arabi,... e allora voi siete perdute;... noi siamo ladri... ladri buoni venuti per furarvi di soppiatto, e per liberarvi dalle mani dei ladri cattivi;... vi raccomando il maggiore silenzio. — E tutti uscimmo con precauzione dalla capanna, senza che ci vedesse, o che ci volesse vedere, nessuno. — Quel faqìh, che Iddio lo benedica! non poteva aver meglio disposto le cose. — La via che dal quartiere degli schiavi metteva alla barca era calcolata un quarto d'ora di cammino; ma noi l'avremo fatta... in cinque minuti.