Il cadavere del giovine Fathàllah fu deposto in quella piroga ch'egli poco prima aveva guidata e rimorchiato all'altra riva del fiume fra i pianti dirotti delle giovinette della missione e dei tre superstiti suoi compagni.

Davanti ad una scena sì dolorosa, crudele ed orribile, lascio pensare ad ognuno come il cuore di noi missionari dovesse sanguinare internamente.

Io, per me, non misi alcun grido: il colpo era stato troppo profondo, perchè il mio dolore potesse manifestarsi con lagrime e gemiti. — Ero seduto solo presso la piroga, e l'occhio avevo fisso al cielo.

Intanto era giunta la notte, calma, immobile e splendida. Le innumerevoli stelle nell'azzurro del firmamento mi parevano tanti sguardi scintillanti, aperti, d'un altro mondo sopra la terra intenebrata: e da quel cielo lontano sentivo come una voce che mi parlava al cuore parole di conforto e di rassegnazione. Passai tutta quella notte recitando alcune preci all'anima del trapassato, ed assistendo il povero ferito, il quale diceva di sentirsi piuttosto male, e si godeva ch'io continuassi a parlargli del divin Redentore e de' suoi patimenti, nei quali egli trovava un dolce conforto; ed io gli dicevo:

— Povero il mio Cher-Allàh! ti senti male n'è vero...? ed io soffro a vederti così; ma tu non perderai la pazienza nelle tue sofferenze... e quando ti parrà di non poter resistere al dolore.... mira Gesù Cristo in croce, che patì tanto per noi...!

— Sì, farò come tu mi dici, e Dio m'aiuterà certo.

— Sì, t'aiuterà; pensa che non c'è palpito nè lagrima d'oppressi che sieno dimenticati da questo divino Consolatore. Egli porta nel suo cuore paziente e generoso i dolori di tutto il mondo... Sopporta adunque pur tu, o fratel mio, con pazienza e con rassegnazione il dolor tuo, e sta sicuro che, per quanto è vero che c'è un Dio, verrà il giorno della retribuzione.... e per tutti.... anche per quegl'infelici che hanno tentato di assassinarti.... come hanno assassinato il povero Fathàllah; ma noi vogliam pregare per loro, come c'insegnò Gesù Cristo....

— Sì, padre, tu l'hai detto più volte, che questo Crocifisso morente in croce perdonò ai suoi crocifissori.... dunque anch'io perdono.

Cher-Allàh stringeva colle mani un Crocifisso, e contemplava con adorazione la maestà di quel volto, ove splendeva una pazienza sublime, e lo sguardo divino commosse l'anima di lui sino nelle più intime fibre. Allora egli mi diede un'occhiata espressiva, colla quale pareva volesse dirmi qualche cosa....

— Parla, parla, o fratel mio, dimmi.... io sono qui per assisterti in tutto quello che desideri.