— Una carità ti domando, o padre.... battezzami subito.... Tu m'hai insegnato che senza il battesimo, nessuno può entrare nel regno dei cieli a goder Dio per sempre.... e s'io morissi, e tu non fossi in tempo di battezzarmi....

— Tranquillati, o Cher-Allàh; in questo caso, il desiderio che tu hai d'essere battezzato supplirebbe al battesimo di acqua. Tuttavia voglio accontentarti, abbenchè io non veda che tu sia in pericolo di morte; spero anzi che tu guarisca, e presto.

— Perdona, padre, alla mia ignoranza.... Io mi metto nelle tue mani.... Quelle cose che tu mi hai insegnate, le ascoltai volentieri.... e le credo con tutta l'anima mia.... e provo un piacere che non ti so dire, a sentirmele ripetere.... ma non saprei recitarle a memoria, perchè io sono un povero ignorante.... e la memoria specialmente non mi serve.

Io lo disposi a ricevere questo sacramento, e poi lo battezzai.

Da questo momento il cuore di Cher-Allàh riboccò d'una gioia così grande che m'è impossibile di esprimerla; bisogna averlo veduto, per averne una qualche idea; quella gioia, bisognerebbe averla provata per apprezzarne la grandezza. Egli si sentì rinascere il cuore, e provò celesti ineffabili emozioni. Gli acuti dolori che prima sentiva tanto, non voleva più sentirli.... e non li sentiva più. — Il sentimento del dolore rimase sopraffatto da quello della gioia d'esser cristiano, seguace di Cristo; e pregava per tutti, ma specialmente per la conversione de' suoi fratelli africani.... e pregherà ancora, mentre egli vive presentemente nella casa dei Missionari cattolici in Chartùm[14].

Fattosi il mattino, ordinai a quattro barcaiuoli di prendere con loro una vanga e di seguirmi. Poco distante dal fiume venne scavata una fossa profonda; e tornati alla barca, feci levare il cadavere dalla piroga. Noi sacerdoti coi giovanetti della Missione recitammo le solite preci pei defunti; e quindi due compagni del povero Fathàllah, assistiti da due barcaiuoli, ne portarono il cadavere al sepolcro, preceduti da tutti noi altri. Fu seppellito in silenzio, colmata la fossa, ricoperta d'erbe, e benedetto quel tumulo.

Nessuna pietra segna il luogo ove riposa il vostro fratello — io dissi allora ai giovinetti della Missione che piangevano — ma il suo e nostro Salvatore conosce questa tomba, da cui egli risorgerà immortale per partecipare alla gloria degli eletti. Voi lo sapete, quanto era buono Fathàllah! Quanta premura metteva nell'apprendere il catechismo! Quanto desiderava di essere battezzato!... Dio se l'ha voluto con lui.... sia fatta la sua volontà. E voi, figliuoli miei, lo dimenticherete mai, il fratello, nelle vostre preghiere?... procurerete sempre d'imitarne le virtù...? Tutti abbassarono il capo in segno d'affermazione, e risposero.... con un gemito!

VI.

Il fiume Jâl — Il Sóbat e i suoi abitanti — Affluenti del Sóbat e i Negri scìluk — Dall'imboccatura del Sóbat al lago No — Il Bàhr-el-G¨azàl e i suoi affluenti — I Gnam-Gnàm; etimologia del nome e cannibalismo di questi popoli.

Fra i paesi di Hèllat-Kàka e di Dènab, il fiume Bianco riceve a destra l'influente Jâl che discende dalle montagne dei Bèrta. Questo influente nel suo corso da est ad ovest bagna dapprima il paese dei dénka Beèr, ov'è ingrossato dalle acque di più torrenti; e quindi il paese degli Agnarkuèi[15].