Del resto nella denominazione Niam-Niàm io non trovo errore; la trovo anzi quasi affatto consona a quella di Gnam-Gnàm, poichè il ni o ne davanti ad una vocale fanno il più delle volte una sillaba sola colla medesima, che rappresentasi in italiano ed in francese con , p. e. Signor, Seigneur; nello spagnolo con ñ, p. e. Señor; nel portoghese con nh, p. e. Senhor, derivazioni tutte dal latino Senior-vecchio, seniore ecc. — Volli dire con ciò, che Petherick, Heuglin, Speke nominando la tribù all'occidente dei Bàri e al sud dei Dénka e confinante con essi, Niam-Niàm, non poteano, usando della loro ortografia, meglio esprimerla di quello che l'abbiano espressa, mancando, tedeschi ed inglesi, di quel suono nasale che in italiano e in francese risulta dalla combinazione, come dissi, delle due consonanti seguite da vocale, suono, ripeto, che perfettamente corrisponde a quello dei Bàri e a quello dei Dénka in questa ed in molte altre parole. — Or resterebbe a vedere come il Lejean e i fratelli Poncet, da Lei pure citati, e che sono francesi, abbiano chiamato quella tribù. — Ella stessa, signor marchese, mi dice che «l'unica differenza che notasi fra l'uno e l'altro dei sopradetti autori è differenza ortografica propria della lingua in cui scrissero,» ma che tutti hanno chiamata quella tribù facendo sentire il suono della vocale a. — Questo io credo, e così anche va bene; ma io vorrei poter credere ancora che i signori Lejean ed i fratelli Poncet, essendo francesi, l'avessero nominata, secondo la propria ortografia, Gnam-Gnàm e non Niam-Niàm, a meno che non abbiano voluto accomodarsi ad una ortografia straniera che non corrisponde, come la nostra, al debito suono[21]. — Veniamo adesso alla vocale. — Io dissi che non fu mia intenzione di appuntare nella denominazione Niam-Niàm la vocale a; tuttavia io debbo rendere ragione perchè scrissi sulle carte del mio opuscolo Gnem-Gnèm e non Gnam-Gnàm, che è, com'io diceva, il singolare di Gnem-Gnèm. — Ecco da che fui indotto a ciò fare:

I. Perchè sentii qualche volta chiamarsi così quella tribù da molti negri Dénka, da alcuni Bàri e da qualche missionario di Kondókoro, sebbene sia vero che il più delle volte mi suonava all'orecchio il singolare Gnam-Gnàm. — Io domandai ad alcuni Negri perchè la dicessero Gnem-Gnèm qualche volta, e non Gnam-Gnàm, come il più delle volte e generalmente era chiamata; ed essi mi rispondevano senz' altro dire «è la stessa cosa.» — Questo motivo però non era ancor sufficente perchè io dovessi adottare il plurale piuttosto che il singolare, che dai più e il più delle volte era usato.

II. Il vero motivo però che m'indusse ad usare il plurale Gnem-Gnèm (o come scriverebbero i tedeschi ed inglesi Nien-Nièm o Nyem-Nyèm) piuttosto che il singolare Gnam-Gnàm (o secondo altri Niam-Niàm o Nyam-Nyam) fu per accennare in qualche modo la via a rintracciare la vera etimologia di questa parola nella natura appunto, per ripetere, signor marchese, le sue parole, del linguaggio di molte famiglie appartenenti all'Africa centrale. — M'attenda:

Ella sa che fra i Gnam-Gnàm scorre un fiume verso il Bàhr-el-G¨azàl o Kèilak, formato tra il 4º e il 5º grado lat. N. dal fiume Jèji e dal suo influente Irè. In questo fiume, come riferivano il missionario Francesco Morlang, che vide il Jèji a Morò, e tutti quelli che viaggiarono con lui, sono molti coccodrilli. Vedi! — io dissi allora fra me — il coccodrillo da tutte le tribù Dénka del fiume Bianco è detto Gnàn, plurale Gnèn; così adunque lo chiamano i Giùr, gli Atuòt, i G¨ok, i Ròl, tribù Dénka limitrofe ai Gnam-Gnàm dalla parte nord. Così chiamano il coccodrillo anche i Bàri ed i Scìr, che confinano coi Gnam-Gnàm ad est, e sono divisi dal fiume Jèji. L'etimologia, io conchiusi quindi, di questo nome Gnam-Gnàm dato a quella tribù deve ripetersi dalla parola Gnan-coccodrillo, plurale Gnèn-coccodrilli. Per la qual cosa, tribù dei Gnam-Gnàm o dei Gnèm-Gnèm vorrebbe dire tribù del coccodrillo o dei coccodrilli, i quali abitano in gran copia nelle acque dell'Irè e del Jèji[22]. Ora questa etimologia è fondata sulla realtà delle cose, sul fatto dell'esistenza dei coccodrilli in quella tribù; mentre altri vorrebbero ripeterla dalla supposizione che quella tribù sia antropofaga. Nè, io credo, potrebbesi sostenere questa ipotesi da ciò che narra il celebre ed intrepido viaggiatore Speke, a cui gli Ougànda tradussero, egli dice, la parola Niam-Niàm per mangia-mangia. Io vorrò credere benissimo che allo Speke gli Ougànda abbiano detto che Niam-Niàm esprime mangia mangia, ma riferendosi alla tribù da essi accusata, o a torto o a ragione, come antropofaga; ma come provò egli mai che mangia-mangia è il vero senso della parola Gnam-Gnàm dei Dénka e dei Bàri? — Nè vale il dire, a sostenere questa ipotesi, che presso i Dòr la voce cian-cian, com'Ella scrive, vuol dire mangiare; poichè questa voce, mi pare, non ha alcuna analogia con quella di Gnam-Gnàm o Nyam-Nyàm, essendo affatto diversa la prima radicale; ma l'ha piuttosto colla parola ciám dei Dénka, che pur significa mangiare; anzi direi che è la stessa parola, mentre sappiamo che le due consonanti m ed n sono ambedue lettere nasali, che facilmente si scambiano.

Ella dice finalmente, signor marchese, che la parola Gnià nel linguaggio pure dei Dòr ed in quello stesso dei Gnam-Gnàm significa animale; e non sembra a lei che vi sia una grande analogia fra questa parola Gnià-animale, e Gnàn-coccodrillo? e non ci verrà il sospetto almeno che questo animale, che i Gnam-Gnàm chiamano Gnià, sia lo stesso coccodrillo? — Aggiungerò che tutti quelli, coi quali io stesso parlai, e che si recarono fra i Gnam-Gnàm o Gnem-Gnèm, non hanno potuto, non dico verificare, ma nè manco sospettare che quella tribù si cibasse di carne umana. — Aggiungerò ancora che allorquando dovevo recarmi nel 1854 nella tribù dei Bèrta fra gli Sciangàllah, mi si diceva da molti, e seriamente, ch'erano antropofagi; e quando io li vidi, dovetti persuadermi che la cosa era ben altra da quella che mi si voleva far credere....[23] Dopo tutto ciò, mio carissimo marchese, è facile concludere che la ragione che m'indusse a cambiare la parola Niam-Niàm in quella di Gnem-Gnèm o Gnam-Gnàm che n'è il singolare, non fu solo sensazione organica, ma fu particolare etnica ragione. — Ad altro.

Da questa mia risposta può immaginarsi il lettore quanto io fossi lontano dal credere i capricciosi racconti e le feroci accuse lanciate dai Nubî, specialmente, e dagli avventurieri della tratta dell'avorio contro i Gnam-Gnàm.

Della famosa coda che si pretendeva formasse parte del loro corpo, io parlai a lungo col mio amico viaggiatore Lejean, e dovetti ridere con lui quando nel 1860, reduce dal fiume Bianco, mi diceva che la pretesa coda dei Gnam-Gnàm altro non era che una striscia di cuoio, che passa fra le gambe e si spande, inferiormente alle reni, in un largo ventaglio in guisa, che veduta di lontano produce l'effetto d'una coda.

«Ma per essere senza coda, i Gnam-Gnàm non cessavano per ciò di figurare come gli eroi d'una infinità di storielle di caccia e di guerra riferite da alcuni avventurieri, storielle d'interesse palpitante. Abitavano inoltre un paese sconosciuto, e anche per tal motivo destavano in Europa una viva curiosità.» — Così scrisse l'illustre viaggiatore Schweinfurth, che dopo il Piaggia, intrepido viaggiatore italiano, visitò quel popolo interessante e ne studiò le tribù orientali. Or ecco quanto egli ne dice in proposito:

«A parte i lineamenti speciali, caratteri di razza che, più o meno spiccati, contraddistinguono i diversi gruppi della famiglia umana, i Niam-Niàm (Gnam-Gnàm) sono uomini della stessa natura degli altri, colle stesse passioni, le stesse gioie, gli stessi dolori di noi. Io ho scambiato con essi molte e molte facezie, ho partecipato ai loro giuochi infantili, avvivati dal rumore di tamburi o dal suono di mandolini, e trovai in essi il buon umore e l'estro che s'incontrano altrove....

«I Niam Niàm (Gnam-Gnàm) sono eminentemente carnivori, ed è appunto la carne che mette il colmo ai loro piaceri gastronomici. «Carne! carne!» è la parola d'ordine che risuona in tutte le loro campagne, è il grido che esprime la loro collera o i loro desideri.