«È naturale che in ogni paese, nella stagione in cui la selvaggina è più abbondante e migliore, l'idea della caccia s'impadronisca di tutti i cervelli: ma tale disposizione può anche essere soltanto temporanea. A me pare che il più sicuro criterio del genere di nutrimento prevalente in tale o tal luogo, sia quello delle voci usate dagli abitanti per ciò che concerne le loro refezioni. Così, presso i Bòngo, popolo essenzialmente agricolo, il nome del sorgo è l'indefinito del verbo mangiare, mentre fra i Niam-Niàm (Gnam-Gnàm) è la voce carne omonima del verbo: carne e mangiare s'esprimono colla stessa parola.

«Quanti scrissero intorno ai Niam-Niàm (Gnam-Gnàm), tutti li hanno accusati di cannibalismo; e l'accusa parrà giustificata a chiunque ricordi l'origine della mia collezione di cranî.

«Anche qui, come dappertutto, la regola ha naturalmente delle eccezioni. Viaggiatori che visitarono i distretti di Banzibèh e di Tèmbo, situati all'ovest della strada da me seguita, mi riferirono di non aver veduto nulla che possa far credere a siffatto costume; e Piaggia, che passò in questa provincia quasi due anni, dal 1863 al 1865, fu testimonio d'un unico fatto d'antropofagia; fatto nel quale trattavasi d'un nemico ucciso nella mischia, e divorato da uomini che la battaglia aveva resi sitibondi di sangue e di vendetta. Io stesso posso citare dei Capi, che respingono con forza l'idea di cibarsi di carne umana, sebbene, essendo sempre in guerra, avrebbero di continuo occasione di soddisfare il loro appetito, se tale fosse il loro gusto.

«Nondimeno, da ciò che ho udito, e sopratutto da ciò che ho veduto, affermo senza esitare, che i Niam-Niàm (Gnam-Gnàm) sono antropofagi; e che, senza punto farne mistero, raccolgono i denti delle loro vittime e ne fanno dei manili, di cui si adornano con ostentazione. Inoltre, ne' loro trofei di caccia si vedono i cranî di uomini da essi divorati; e il grasso umano è dappertutto in vendita. Dicono che, assorbito a larga dose, questo grasso produca l'ebbrezza; ma sebbene il fatto mi sia stato assicurato da molte persone, non mi è mai riuscito scoprire su cosa si fondi tale asserzione.

«Raccontasi che in tempo di guerra vengono mangiate persone d'ogni età, principalmente i vecchi resi dalla debolezza più facile preda. Aggiungono ancora che, in ogni tempo, quando un individuo muore nell'abbandono, il suo corpo serve di pasto agli abitanti stessi del distretto in cui visse. Insomma, tutti coloro che fra noi cadrebbero sotto il coltello dell'anatomico, qui subiscon la triste sorte ora detta.

«I Nubî mi affermarono che parecchi Bòngo, morti di fatiche in seguito alle carovane, furono disotterrati per servir di cibo. Ahmed, povero giovine! mi diceva d'aver veduto toglier le pietre che coprivano le tombe, d'aver veduto le fosse aperte, e gl'indigeni portarne via i cadaveri. Io non volevo prestar fede, ma i Niam-Niàm (Gnam-Gnàm), che non arrossiscono del loro cannibalismo, confessano che tutti i cadaveri, eccetto quelli d'individui affetti da malattie della pelle, sono essi considerati buoni per la mensa. Tuttavia alcuni di loro hanno una tal ripugnanza per la carne umana, che rifiutano di mangiare allo stesso piatto una vivanda qualsiasi con un compatriota antropofago.

«Le esplorazioni eseguite in questi ultimi anni nel centro dell'Africa ci hanno fatto conoscere delle popolazioni, il cui cannibalismo è pienamente accertato; ma o si consideri l'antropofagia come vestigio d'antico culto, o si riguardi come effetto di insufficienza di nutrimento animale, nessuna delle spiegazioni messe innanzi per risolvere il problema psicologico scema l'orrore che ci colpisce ad ogni nuova rivelazione d'un sì odioso e ributtante costume.

«Fra gli Africani notoriamente antropofagi, i Fàni del Gobon appariscono, per questo riguardo, i maggiori rivali dei Niam-Niàm (Gnam-Gnàm). Al pari di questi ultimi, trafficano de' loro morti, e si citano esempi di cadaveri da loro egualmente disotterrati per mangiarli....»

Dopo l'esplicita asserzione dell'illustre viaggiatore Schweinfurth, per il quale io professo tanta stima, non oso più di negare il fatto, che cioè i Gnam-Gnàm sieno antropofagi, mentre egli ciò afferma senza esitazione alcuna. — Ecco le sue parole: «da ciò che ho udito, e sopratutto da ciò che ho veduto, affermo senza esitare, che i Niam-Niam (così) sono antropofagi.» — Ma io debbo pur confessare schiettamente che, tolto il caso della sua oculare testimonianza del fatto ch'egli asserisce, tutti gli altri argomenti che n'adduce non mi valgono a provarlo incontestabilmente.

VII.