La madre così parlando prendeva fra le braccia il bambino, raccomandandogli il maggiore silenzio; ed uscì dalla capanna.

La notte era fredda; il cielo scintillava di stelle; e la povera madre si stringeva il fanciulletto al seno, mentre che esso, muto di spavento, le si attaccava al collo con ambedue le mani. La donna intanto s'avanzava a passi leggieri e frettolosa, premendole di torsi alla vista di chi avrebbe potuto conoscerla prima ancora che spuntasse il giorno; e piangeva dirottamente e singhiozzava da far pietà ai sassi.

Erano singhiozzi, erano lagrime simili a quelle che potresti versare tu, o ricca, sulla tomba del tuo marito, o sul letto delle sue agonie; poichè tu, sebbene coperta di seta e di gioie, sei pure una donna come quella povera Negra; e le tue miserie e i tuoi dolori non potrebbero avere, no, una maggiore amarezza.

L'imaginazione non potrebbe rappresentarsi una donna più desolata ed abbandonata di quella povera Negra, quando s'allontanò dalla propria capanna. Il pensiero della dura ed atroce condizione, nella quale dovea trovarsi il marito, e del pericolo ch'essa correva col figlio per andare in traccia di lui, le si confondeva nello spirito coll'angoscia che provava lasciando per sempre il suolo nativo, la madre, i parenti e le amiche. Poi era combattuta dall'imagine de' luoghi ove era cresciuta, degli alberi sotto i quali aveva scherzato bambina, dei boschetti, ove in giorni più felici aveva passate tante ore col suo giovine sposo; e tutto quanto scorgeva in quella serena e fredda notte stellata pareva le parlasse con voci di rimprovero, e le domandasse come poteva ella mai lasciare e per sempre tante care memorie!

Ma l'amor coniugale spinto in un parossismo di esaltazione, mentre ella si figurava nella propria fantasia il miserabile stato del diletto marito, era più forte di qualunque altro amore.

Il fanciullino era abbastanza grandicello per camminare, almeno qualche tratto di via, a fianco della madre; ed in qualunque altra occasione ella lo avrebbe condotto per mano; ma in quell'ora, il solo pensiero ch'egli potesse venirle rubato, e che essa non avrebbe potuto quindi più abbracciarlo, la faceva fremere; e lo riteneva al seno stringendolo convulsivamente, mentre essa non andava, ma correva.

E ad ogni rumore che udiva, o che le pareva di udire, rabbrividiva; una foglia tremante e un'ombra che vacillava facevano rifluirle il sangue al cuore e precipitare la corsa; ogni moto di timore pareva aumentare la forza straordinaria che l'animava.

Il fanciulletto dormiva. Dapprima la novità e il timore lo tennero svegliato; ma dietro alle ripetute assicurazioni della madre che, se stesse tranquillo, lo avrebbe condotto al padre suo, egli si strinse dolcemente attorno al collo materno, e non parlò che per chiedere, quando si sentì vinto dal sonno:

— Mamma, non occorre ch'io stia svegliato, n'è vero?

— No, mio caro, dormi se ne hai bisogno, che veglierà tua madre.