— Ma, mamma, se dormo non mi porteranno via?
— No, no, sta sicuro: finchè io son viva non permetterò mai che tu sii separato da me. — Il fanciullo colle sue braccia strinse più forte il collo della madre, e lasciò cadere la testa sulla spalla di lei, mentre essa al contatto di quelle braccia calde, e al dolce respiro del figliuoletto, oh! come doveva sentirsi piena d'ardore e di coraggio! Ella quindi continuò senza posa il cammino fino a tanto che i primi chiarori dell'aurora le fecero scorgere il principiare della foresta, nella quale dovevano essere attendati gli Arabi; e dopo mezz'ora prese il sentiero che vi s'addentrava. Depose quindi a terra il bambino, e conducendolo per mano: andiamo innanzi, ella diceva, da bravo! vediamo quanto sei capace di camminare. — Di lì a poco il fanciullo cominciò a lagnarsi d'essere stanco, d'aver fame e sete. Allora la povera donna lo fece sedere, ed ella sedette con lui, sotto una frandosa pianta, e gli porse da mangiare e da bere di quel poco che aveva portato seco. Il fanciullino bevette e mangiò qualche cosa, ma si rammaricava e si crucciava perchè la madre non voleva prender cibo nè bevanda; e quando egli, cingendole il collo con un braccio, tentò porle in bocca un tozzo di pane, ella si sentì soffocata, e disse: no, no, amor mio, la mamma non può nè potrà mangiare sino a tanto che non avrà trovato il padre tuo. Avanti, figliuol mio, avanti! non perdiam tempo, che non c'incolga la notte qui nella boscaglia, perchè in tal caso ci divorerebbero le bestie feroci. Ella si mise poi questa volta a cavalluccio sur una spalla il bambino, che vi si reggeva abbracciando con ambo le mani il capo della madre, la quale si precipitò sulla via, sperando d'incontrar presto una stazione di Arabi, e presso loro il dilettissimo suo marito.
Con quella speranza nel cuore tirò innanzi, e non s'arrestò che verso il mezzogiorno, allorchè vide due donne arabe sedute sotto un albero, che la guardavano sospettose. A quella vista la tensione straordinaria dei nervi di quella povera Negra tutt'a un tratto scemò, ed ella sentissi estenuata per la stanchezza e per la fame; potè a stento avvicinarsi alle due donne, presso le quali depose il bambino, e sedette sfinita co' piedi feriti, lacerati e grondanti di sangue.
— Donde vieni e dove vai con questo bambino? — le chiesero quelle donne, curiose di saper qualche cosa.
— Vengo dal paese di Nóba, rispose con quel po' d'arabo che aveva imparato da piccina, e vado in cerca del mio marito, e padre di questo bambino; egli mi venne rapito ieri dagli Arabi col suo piccolo gregge; mia madre me ne diede la prima il triste annunzio; io mi risolsi d'andarmene in cerca finchè l'avessi trovato, dicendo fra me: meno male vivere insieme tutti e tre schiavi degli Arabi, che liberi, ma separati da lui.... e se voi, o donne, ne sapeste qualche cosa, non vogliate nasconderlo a una moglie sventurata, a un infelice figliuolo!
L'aria d'inquietudine e di scoraggiamento della povera Negra fece impressione a quelle due donne, le quali commosse le dissero che veramente ier notte era stato condotto in casa del loro Capo un Negro schiavo di Nóba, il quale poteva avere trent'anni, ed era di media statura....
— Proprio lui, esclamò la Negra, battendo palma a palma, e cogli occhi fuori dell'orbita e brillanti d'emozione. Balzò quindi in piedi, prese il bambino in braccio, e si pose in atto di correre.... ma non conosceva il sentiero che menava alla stazione.... e scongiurò quelle donne che gliel volessero indicare.
— No, no, non è bene che tu ti presenti senza essere accompagnata da qualcheduno della tribù alle nostre tende; tu diverresti, col tuo figliuolo, schiava del Capo, che è un padrone duro, che tratta assai male i suoi schiavi....
— Oh Dio! gridò la Negra, il vostro Capo vuole ammazzarmi il marito.... e cadde svenuta e come morta.
All'aspetto di quel viso immobile e di quelle membra irrigidite, le due donne arabe si sentirono comprese d'un fremito di pietà; e l'emozione impediva loro quasi di respirare; e l'una si sforzava di richiamare ai sensi la povera Negra, mentre l'altra teneva sulle ginocchia il bambino, che attonito fissava gli occhi sbarrati sulla madre, ma non piangeva; egli era giunto a quel punto in cui la sorgente delle lagrime è inaridita.