Per quindici giorni dovetti poi curare la mia povera gamba, che fortunatamente non aveva sofferto che una grave contusione.
X.
La stazione di Santa-Croce — La caccia — Il barone De-Harnier vittima di un bufalo selvatico — Le tribù Dénka della vallata superiore del Nilo, e i loro costumi.
La stazione di Santa-Croce nella tribù dei Kìc, sebbene fosse luogo assai inopportuno per fondarvi una Missione, attese le qualità malsane del suo clima, pure venne scelta da noi missionari italiani come centro provvisorio delle nostre investigazioni:
1.º Perchè in quella Stazione più che in altro luogo ci sarebbe stato reso facile lo studio della lingua dei Dénka.
2.º Perchè colà più che altrove avremmo potuto raccogliere esatte e sicure relazioni intorno alle tribù che la parlano e alla loro posizione geografica, intorno al clima, ed ai costumi degli abitanti.
3.º Perchè in quella Stazione potevamo esercitar subito il nostro ministero coadiuvando, secondo le nostre deboli forze, i missionari tedeschi, che da qualche tempo vi si erano stabiliti.
Di fatto si trovavano in Santa-Croce alcuni giovinetti e giovinette che parlavano la lingua dénka, i quali erano stati accolti dalla Missione dopo che il vicerè d'Egitto Seìd-Pascià aveva proibito il commercio degli schiavi. Alcuni mercanti che si trovavano allora sul fiume Bianco, vedendo che tornando a Chartùm con una tal merce sarebbero andati incontro a gravi dispiaceri, cedettero questi loro schiavi alla Missione, presso la quale impararono la lingua araba.
Or questi giovinetti mi tornarono di un grande aiuto nello studio della lingua dei Dénka; ma specialmente mi giovò il negretto Kaciuòl, che mostrava maggiore intelligenza degli altri, e più tardi il mio vecchio e buon turcimanno Cher-Allàh.
Conversando spesso coi Negri, io ho potuto osservare che le donne mostrano d'avere più intelligenza degli uomini, ed i giovinetti più degli adulti.