I Dénka della vallata superiore del fiume Bianco non hanno bestiame minuto, o poco assai; ma posseggono grosse mandre di bovi, per allevar le quali si dànno molto pensiero, mentre qui è riposta la loro grandezza.
Fra questi Negri, i Tuìc e i Kìc sono i più miserabili, perchè sono i più pigri e i più indolenti fra tutti i Dénka del sud; e sì che le loro terre non sono punto ingrate. Essi per due terzi dell'anno si nutrono dei frutti della foresta. I mesi di luglio, agosto, settembre, ottobre, novembre e dicembre sono per essi i più bei mesi, poichè questa è l'epoca della maturazione dei frutti. Una sorta di vite selvatica, molto simile alla lambrusca, porge i suoi frutti nel luglio, ma l'uve sono un po' asprigne e spiacevoli. In questo mese l'avàlval, specie d'arbusto, dà pure i suoi frutti che sono piccole bacche nere, simili per la forma a quelle del ginepro, ma sono piene di sugo e dolci assai. Nel dicembre le donne raccolgono dal limo delle paludi e degli stagni il così detto alób, il cui frutto somiglia molto a quello del melagrano; ha forma quasi rotonda, e racchiude in sè un gran numero di granellini, che si trovano in cellulette formate da una pellicola biancastra, il cui sapore è un po' amaro; lo stelo della pianta alób è tutto nell'acqua, su cui si distendono quattro o cinque larghe foglie, in mezzo alle quali sorge un bel fiore bianco, che veduto in distanza ricorda il tulipano. Quando l'alób sia bene disseccato al sole, se ne estraggono facilmente i granellini, che vengono poi ridotti in farina, la quale serve di nutrimento alle tribù Dénka nei mesi di febbraio, marzo, aprile, maggio e giugno, che sono i mesi di fame. I poveri pescatori allora dopo d'aver pescato inutilmente per tutto il giorno, passano gran parte della notte nella palude, con delle fiaccole in mano, dando la caccia ai ranocchi e ad altri animali.
I mandriani si nutrono invece di radici, e dello scarso latte delle loro vacche.
Durante la stagione asciutta, molti dei Kìc del nord mandano a pascere i loro bestiami sulla riva destra del fiume, e perciò sono quasi sempre in guerra coi Tuìc; e i Kìc del sud per motivo pure dei pascoli si trovano in continue dispute cogli Eliàb del nord: e così dicasi delle altre tribù. Io fui spesse volte testimonio delle loro querele, e riuscii qualche volta a pacificarli, donando alcune perline di vetro e qualche anello di rame ai Capi dell'una e dell'altra parte.
I Ròl, posti ad ovest, nord-ovest dei Kìc, secondo le relazioni dateci dai mercanti in avorio che li visitarono, sono i più simpatici e i più intelligenti fra tutti i Dénka della vallata superiore del fiume Bianco.
I Ròl furono i primi, fra i Negri dénka dell'interno, che accolsero con piacere nel loro paese i Bianchi, i quali vi si recarono per comprarvi avorio, e per dar la caccia agli elefanti.
La tribù dei Ròl, come tutte quelle dell'interno, meno pigra delle tribù Dénka lungo le rive del fiume Bianco, è ricca di grano e di miele, di cui fa anche commercio; e stretta in alleanza colle tribù vicine essa vive sempre in pace.
Fatìl è luogo santo in questa tribù, presso il quale i fratelli Poncets, mercanti d'avorio, ebbero per alcuni anni un loro stabilimento. Ecco quanto scrive in proposito Jules Poncet:
«En ce lieu, et à cinq pas de notre enceinte sur le bord d'une rivière, il existe une grande hutte où est enterré un kodjour de qui est née une jeune fille ventriloque, qui est parvenue à se faire une immense fortune. Elle est respectée, si non aimée, de tout le monde. Elle venait chaque matin sur la tombe de son père, entourée de plusieurs hommes et femmes. Elle frottait avec ses mains la terre, en demandant au mort, d'une voix naturelle, si l'on devait ou non faire telle chose. Elle répondait alors du ventre oui au non, même en discours très-prolongés. Nos domestiques n'ayant jamais rien compris à cette pratique de jongleur en éprouvèrent toujours des sentiments de crainte. Les Nègres, qui sont plus simples encore, croient réellement entendre la voix du père, sortant de dessous terre, et ils en sont dans la plus grande admiration. Aussi ces ordres souterrains sont-ils immédiatement exécutés.
Cette demoiselle qui est jeune, coquette et trèsjolie, fait souvent dire par son père qu'un tel ou une telle doit lui donner tant de vaches, tant de chèvres ou autres choses de son goût, en sorte que par cette jonglerie elle a tout ce qu'elle désire.»