passo e guardando a l'alto cantano dolci cori.

Cantano: — Or chi da l'alto precipita a' campi del mare,

rapido com'aquila, splendido come fuoco?

Quella discende forse, che molto aspettano i Saggi,

donna reina? O forse da le sue rosse case,

contra i fraterni tèli, demente per novi desiri,

anche apparì l'audace figlia d'Iperione?

Non del titan la figlia; ma l'altra, ma l'altra s'appressa.

Cose universe, udite! Ecco, l'Eletta viene.

Viene l'Eletta. O cieli, che tutta accogliete l'immensa