odono il suon, guardando placide a' cieli e a Roma.

Chiusa ne' suoi recinti la villa medicea dorme:

alzansi lenti i sogni da la sua gran verdura,

come allor che su 'l primo tremar de le vergini stelle

per i quieti rami cantano i rosignuoli.

Oh pura in me, su 'l vespro, piovente dolcezza de' sogni!

Muta, la lunga scala ella saliva meco.

Tutta nel cor segreto io sentiami languire e tremare

l'anima, al premer lieve de la diletta mano.

Ma, come fummo al sommo, la bocca ansante m'offerse