ella in salir per l'erbe vestigia stellanti lasciasse,

gemmee spandesse ai mirti da le sue man rugiade.

— Ecco, la Notte ascende per l'umido cielo: viole

trae ne l'aerea vesta, pallide rose trae.

Leva col piè fulgori di stelle per gli archi profondi:

treman le stelle, come polvere effusa d'oro.

Vede l'innumerevole riso d'a torno in gran cerchi

spandersi: gode al sommo ella seder regina.

Voi salirete, o donna, così l'altura ove al sommo

s'apre, fiammando forte, quella mia speme nuova.