fingono la tremante calma d'estivo mare.
Io gli splendori ascosi de l'anima sua rivelai,
come con aurea chiave i penetrali aprendo;
e li diffusi in cerchi più vasti ove tutto m'immersi
avidamente, i fianchi cinto di forza nuova.
Tale, fra l'ignee chiome che spiega l'Aurora su 'l mondo,
aquila uscente a volo da la nativa rupe:
invermigliati i fiumi salutan con tuoni il prodigio,
ridono le attonite fronti de l'alpe in giro:
unica quella al sommo rossor batte l'ali possenti;