tutte le aperte penne splendonle di baleni.
II.
SUL LAGO DI NEMI (VILLA CESARINI)
Era un ritorno. Il sole spandea per i boschi ducali,
precipitando, un fuoco torbido. Ma su l'acque,
chiuse da quel gran cerchio di tronchi infiammati, un pallore
cupo regnava. Raggio non le feriva alcuno.
Chi nel divino grembo del lago adunava tant'ira?
Livide, mute, l'acque minacciavano;
come d'un lungo sguardo nemico seguivano il nostro