Sonvi — dicea la folle Chimera il cuor mio torcendo —

sonvi più dolci frutti, altri ignorati beni!

Datemi — il cuor dicea — voi datemi, occhi soavi,

la mai goduta ebrezza, lo sconosciuto bene!

Alta dal cuor balzavami l'anima. A sommo de l'erta,

in su 'l quadrivio, argute risero le fontane.

Freschi dal Quirinale co 'l vento mi giunsero effluvi;

rosea m'apparve, al fondo, Santa Maria Maggiore

SOGNO D'UN MATTINO DI PRIMAVERA

Quando la tua sorella Aurora, già sazia di sogni,