ebra di baci, tutta umida di rugiade,

come cerbiatto ignaro d'insidie ne' vergini boschi,

pronta a le soglie balza con lieto ardire,

tu non il suo chiamare, o Ippolita, odi. Il mio petto

ben del tuo dolce capo teneramente premi.

Premi il mio petto, e dormi. Qual s'apre or ne l'intimo foco

de la tua vita e sorge misteriosa imago,

irradiando un riso che tenue sgorga e diffuso

trepida per l'aureo fior de le membra tue?

Rompe così ne' maggi da polle invisibili un'acqua