l'esule attende un ramo de la pacata oliva.

Già sopra sta l'inerte vecchiezza; la ruga senile

ara già il volto. Attende egli la morte, e chiama.

Flebile il carme sale per cieli immiti ove i dardi

fischiano che di lungi scaglia il bracato Geta.

— Niobe felice, se ben tante vide sciagure;

che, fatta pietra, il senso perse del male. E voi,

voi pur felici, cui le bocche chiamanti il fratello

chiuse di novo cortice il pioppo. Io sono,

io son colui che mai sarà confinato in un tronco,