carmi fatali, e il lido lacustre che l'orme sostenne

d'Ercole dietro il gregge pingue di Gerione:

plaghe da gli Immortali dilette, ove (come in profondi

talami cui piacciansi premere amanti umani)

gli incliti corpi ambrosii giacendo lasciarono impronte

sacre, vestigi eterni de la Bellezza prima.

Quella che al fianco m'era — Non senti — mi disse — la nostra

felicità salire? Tutte le cose belle

credo io aver nel cuore. — Mi disse languendo la donna

tenera. Ne la bocca le rifioríano i baci.