quanta ferveva al sole, tutta quanta aperta in un riso,

in un possente riso inestinguibile,

illuminando i cieli che in lei tendevano l'arco,

avida con rosee braccia abbracciando il mare.

Mise la donna un grido, stringendosi a me, con un lungo

brivido, come presa di vertigine.

Poi, reclinata il volto bianchissimo, parvemi in atto

di voluttà profonda bere la dolce luce.

— Oh, tutti i sogni miei per questo! — dicea lenta, quasi

ebra. — Infinito e pure intimo ne l'anima