l'esule, e il van rimpianto, ahi, del perduto bene.
Io non tentai nel verso esprimere l'alta bellezza.
Troppo ella è grande e troppo umile è il verso mio.
Sol chiusi in te, o Libro, de l'anima mia qualche parte.
Va senza gioja. Quasi cenere fredda rechi!
Va, dunque. Roma nostra vedrai. La vedrai da' suoi colli,
dal Quirinale fulgida al Gianicolo,
da l'Aventino al Pincio più fulgida ancor ne l'estremo
vespero, miracolo sommo, irraggiare i cieli.
Tal la vedrai qual gli occhi la videro miei, quale sempre