— Isabella è con Paolo Tarsis. Non è vero?
Crudamente i due nomi erano congiunti, i due amanti erano commisti. Una materia umana era presa là, con i due pugni, e posta innanzi; e bisognava mirarla. Una visione inevitabile era alzata in mezzo alla notte, una visione di voluttà in mezzo all'odore della notte.
— Aldo, perché dici questo a me, in questo modo? — balbettò la creatura smorta, come se il fratello a un tratto l'avesse percossa. — Non merito che tu mi risparmii?
— V'è qualcosa di meglio da risparmiare in te, che non il tuo candore o il tuo rossore, Vana. Vuoi che viviamo nella dissimulazione perpetua? Vuoi che viviamo qui, ciascuno nella sua cella ferrata, come i nostri vicini dell'Ergastolo?
— Perché domandi a me, se sai?
— Sento la tempesta fra te e l'altra. Prima del commiato palese, che vi diceste, là, nella stanza di Andronica? Passavo dinanzi alla porta, e udii le vostre voci nemiche.
— T'ingannasti.
— A me fu mentito. A te fu detta la verità?
— Perché mi torturi?