Oe, ninna nanna, Tiapa!

Tiapa, non chiudi gli occhi?

Se tu non dormi, bada

che l'Orco non ti crocchi.

Ti crocchia se t'azzanna,

t'ingolla: ha un gozzo enorme.

Ma Tiapa è a nanna, è a nanna.

Già dorme Tiapa, dorme.

Con un atto precipitato, ov'era forse un poco di spavento vero, Lunella abbassò il braccio che reggeva la testina di Tiapa; e gli occhi di vetro in bilico si chiusero, ma i suoi rimasero aperti smisuratamente verso il fàscino del canto, perché Vana non cantava soltanto con la gola ma con tutta l'espressione della faccia china verso la bimba e la bambola a disegnare l'orrore del mostro famelico.