— Dimmelo tu, Aldo.

Allora un'ira selvaggia gli proruppe dal cuore compresso.

— Vuoi gettarti giù? Vuoi ch'io mi getti con te, ora, sùbito? Eccomi. Sono pronto.

Egli era più pallido della morte. Ella era presso la muraglia, in piedi, col fianco e con l'omero contro quella. Tacque, ma qualcosa di spietato era nel suo profilo che si rilevava dal piano del masso fulvo, qualcosa di spietato e di serrato. Entrambi stettero in silenzio, sospesi nella vertigine, con tutte le potenze e tutte le fatalità della vita imminenti alla loro giovinezza miserabile.

Tuono d'infiniti guai udivano nella valle d'abisso. Lo sterpeto era deserto. La mole ferrigna di San Giusto si levava su l'altura munita di scarpate e di contrafforti come uno spalto. Dietro il colle la Città di vento e di macigno drizzava contro l'incursione delle nuvole le sue torri, i suoi campanili, il suo Mastio feroce, lo sprone formidabile della Rocca vecchia, le mura gigantesche costruite dagli scavatori di sepolcri e quelle cementate dal sangue civico. Le campane sonavano a doppio. A quando a quando la raffica simulava più alto quel clamore che perpetuo suona dentro la cerchia e sotto le porte dal giorno che la fellonìa del conestabile chiamò al bottino i fanti del Montefeltro: «Sacco, sacco!»

— Non così, dunque, come facevo — disse Vana con un sorriso dubbio. — Tu m'hai insegnato che, per guardare bene in fondo, bisogna mettersi a giacere bocconi su l'orlo.

Egli le vedeva straordinariamente rilucere nell'ombra il bianco degli occhi; e tra quel bianco e il sorriso esiguo credeva scoprire un'astuzia lugubre. La voragine era là, a due passi: con un guizzo rapido ella poteva lanciarsi nel vuoto. Egli era nella tenaglia dell'angoscia mortale, ma non osava levare la mano per tema di provocare il salto. Il cuore gli si fermò, quando ella alzò le braccia per togliersi gli spilli che configgevano la paglia. Egli si sentiva come col capo sul ceppo, sotto la scure sospesa d'un carnefice lento. Ella si tolse la ghirlanda di rose, appese il cappello tessalico a una sporgenza del masso.

— Che vuoi fare? — disse il fratello senza udire la sua propria voce.

— Provare.

— Allora dammi la mano.