— Poi cantò al rugghio delle fiamme, perché nessuno più pianse, nessuno più gridò. Le quattro vittime caddero ai piedi della porta e ci restarono, a incarbonirsi, in un mucchio.
— Orribile! Orribile!
Vana aveva piegato il viso fin sul braccio convulsamente. Le narratrici eccitate e inorridite si protendevano verso di lei, un poco anelanti nella gara dell'atrocità, con gli occhi lustri, con le gote accese in sommo come dal riflesso dell'incendio, ma Dolly tendeva il capo commiserandole dai suoi occhi beffardi, lunghi e stretti come quelli che guardano di dietro le fessure della bautta.
— All'alba, le ossa calcinate furono raccolte tra la cenere e avvolte in un pannolino, poi furono trasportate a Fondi, per la macchia, dalla scorta.
— A mezza macchia, il pastore si fece innanzi solo, con la sua doppietta, e intimò che il fardello gli fosse consegnato.
— Ah, sono certa, sono certa che avrebbe riconosciuto, che avrebbe sentito nel mucchio le ossa della sua Driade!
— Gli furono puntate al petto le canne delle carabine.
— Allora si gettò sul giumento che portava la soma funebre, riuscì ad abbrancarla; e, senza una parola né un grido, stramazzò su quella crivellato dal piombo, su quella spirò, restò.
— Vana, Vana, che ti sembra?
Le fanciulle palpitavano, a quell'apparizione ferina dell'amore implacabile, come un roseto all'annunzio dell'uragano, inconsapevoli del loro mistero che portava in sé tutte le sorti. Ciascuna credeva sentire su la sua morbidezza una mano cruda, ciascuna era una preda e una vittima. E palpitavano, offerte alla passione che doveva devastarle.