— Nulla, nulla. Lunella s'è svegliata e ha avuto paura del buio.
La piccola tremava ancor tutta, e Vana non riusciva a domare il suo proprio tremito.
— Quanto tempo è passato? È tardi? Che ora è?
— Sono quasi le nove — disse Imogen.
— Così tardi? Bisogna che tu mangi, piccola cara, bisogna che tu ti faccia servire il tuo pranzo.
— Non te n'andare, Vanina, non te n'andare! Rimani con me stasera.
— Sono ancóra così, vedi? Bisogna che mi svesta. Poi torno.
— Non te n'andare!
— Ti dico che torno.
Ella baciò l'inquieta. Prese il mazzo delle rose. Si volse per uscire.