Ella sapeva come la salma si ponga in apparecchio di sepoltura: si ricordava di sua madre. Apprestò il suo giovine corpo, scarno e forte come quello d'una Martire indomabile. Lo purificò. Si lasciò pettinare, pazientemente. Scelse la più bella delle sue vesti bianche. Evitò di guardarsi nello specchio per non essere indotta a commiserare la sua giovinezza. Ma era tanto bella nel suo rigore adamantino, che la donna non poté trattenere una parola di maraviglia.
— Andate con Dio, Francesca.
— Domattina chiamerà?
— Chiamerò.
Rimasta sola, chiuse le porte. Trasse il pugnaletto d'Andronica; lo sguainò, lo mirò, ne provò la punta su l'unghia del pollice. Un brivido le raccapricciava tutta la carne; ma il cuore le restò prode. Ella posò la lama presso il fascio delle rose, per consacrarla. Scacciò da sé le ultime imagini acri, che ancóra tentavano di assalirla. Volle essere intenta a una sola. «Eccomi. Sono pronta.»
Rivide l'eroe supino, avvolto nella rascia rossa del guidone, con intorno al capo il drappo nero accomodato a celare il taglio della tempia. E la visione fu evidente come se il rude letto da campo fosse a fianco del letto verginale.
Andò alla finestra, l'aperse: la notte era stellata ma fredda su gli orti cupi di cipressi e di allori. Con gli occhi d'incorruttibile smalto salutò le giovani stelle nel cielo di primavera, riconobbe il Carro, le Guardie, le Pleiadi; mentre la mano sentiva battere la forza del cuore sotto il costato, cercando l'interstizio.
Non richiuse. Spense tutte le lampade, tranne una presso il capezzale. Si scalzò, salì su la proda, si distese, congiunse i piedi come offrendoli alle pastoie d'argento. Risollevò il busto per porre su i nudi piedi congiunti le rose, come ad osservare il rito del connubio funebre. Spense l'ultima lampada. Tenendo stretta l'elsa gemmea nel pugno, si riadagiò col capo su que' suoi capelli tanto fieri che sembravano nutrirsi del suo coraggio.
Allora si sentì bella di quella bellezza che a traverso le lacrime ella aveva veduta soltanto sul volto dell'eroe supino.
E il resto fu silenzio.