— Esigo che tu parli.

— Quel che hai fatto, lo sai bene.

— Mi sono data a te senza misura. È il mio torto!

Ella era là, discosta, in piedi; ed egli voleva ancor più separarla da sé, respingerla nell'abominazione, vederla scomparire. Ed ella era ancóra là, per lui, come la sola cosa viva nell'Universo, la sola cosa alzata sul suo varco. E v'era per lui un solo varco, un solo cammino, un solo orizzonte: ed ella glielo serrava. E sentiva di non poterla abbattere, se non per giacerle sopra, per distruggersi in lei.

Disse, con parole aride e rapide che gli passavan tra i denti come i carboni accesi tra le dita di chi li raccoglie scottandosi per evitare l'incendio:

— Tanto la misura t'è ignota, che hai un amante perfino in casa tua, hai pervertito perfino chi ti vive accanto, sotto gli occhi delle tue piccole sorelle....

Ella balzò, gridò d'indignazione irrefrenabile.

— Ah vile, folle e vile! Come osi di gettarmi in faccia questo dubbio mostruoso?

— Non è dubbio, è certezza.

— Folle e vile!