— Vana!

Vide nell'ombra dell'uscio la figura bianca della sorella, coi capelli sciolti come in quella notte, col bianco degli occhi balenante come in quella notte; che la fisava, premendosi con una mano il costato.

— Vana! Come sei qui? Come sei entrata? Vana!

Ella balzò dal letto, verso di lei che scompariva. Passò la soglia, traversò la stanza attigua, chiamandola. Si trovò nel buio e nel terrore.

— Paolo!

Egli accorse. La raccolse, la portò su i guanciali, la tenne fra le braccia.

— Non l'hai veduta?

Le mascelle tanto le tremavano ch'ella formava a stento le parole.

— Sei allucinata. Isabella, Isabella, non aver paura, non tremare così.

Egli stesso non dominava il suo cieco sgomento.