— Ho freddo.

— Tanto freddo?

— Sì.

— Hai forse un poco di febbre?

— Non so.

Entrambe erano velate, e neppure intravedevano i loro volti. La sera di giugno era umida ed elettrica. Lampeggiava, laggiù, verso il Garda. Vana teneva su le ginocchia le rose della sua cintura, per preservarle. Tutto era oltranza audacia e constrizione, dentro di lei.

— Ti senti ancóra svenire?

— No.

— Farò sapere a Giacinta Cesi che non andremo a pranzo.

— Sì. Ma tu puoi andare, forse.