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Mortella.

Sì, sì.

Giana.

C'è oggi, mi pare, una presenza che non ci opprime, come tu pretendi, ma ci soccorre, c'incoraggia, ci sollecita. Se quell'anima abita ancóra la casa, come tu credi, non può non compiangere questo stato continuo d'inquietudine, d'inimicizia, d'angoscia. Ho udito parlare della sua infinita bontà da quel medesimo che i tuoi sospetti vorrebbero far colpevole...

Mortella.

Oh Dio!

È come il lamento fioco di chi agonizza, di chi si sente abbandonare dalla forza e da ogni soccorso umano.

Giana.

Se il rassegnarti alfine alle esigenze della vita, alle convenienze della vita comune è pel tuo cuore un sacrificio, fa il sacrifizio alla memoria di quella bontà. Pensa. È domani il terzo anniversario. Saremo tutti là, riuniti, in una preghiera unanime. E poi sarà la pace, sarà l'armonia nella casa rinnovata, sarà una vita nuova anche per te [pg!113] che ti consumi, per tuo fratello che si snerva...