Mortella.

Ah, ho freddo. Non aver paura se mi [pg!114] metto a battere i denti. Che cosa si può fare? Non aver paura se ti guardo con questi occhi. Non li so più chiudere. Bisogna che qualcuno me li suggelli.

Giana.

Che hai? Che hai ora?

Mortella.

Vivo: questo ho: sono viva. E se un'altra mai conoscesse qualcosa di simile a quel che io ho conosciuto, certo morrebbe, certo renderebbe l'anima senza sangue e senza parola. Ma io vivo, e non ho più nulla di ciò che fa vivere una povera creatura. Non ho più nulla da credere, nulla da sperare, nulla da salvare. E, fin per credere che sono in terra, bisognerà che io la morda, la terra, che io me n'empia la bocca, che io la mastichi...

Giana.

Ma che hai? T'è entrata la febbre? Vaneggi?

Mortella.

Ah, no, non mi toccare. Ma nascondimi quei fiori, nascondimi quelle foglie...