Chi?
Mortella.
Lo chiedete? Non credevo che poteste sbiancarvi di più. Il medico, il dottor Securani, Paolo Securani... Qualche ora fa, era qui; e il mio male era il suo male.
Egli si lascia cadere su una sedia, come in una specie d'ottenebrazione repentina.
Gherardo Ismera.
Sì, v'è un contagio del delirio.
Mortella.
V'è un veleno che resiste al dissolvimento, e che si potrebbe ritrovare intatto, nella cosa senza nome, pur dopo tre anni. È il granello incorruttibile dell'ospitalità. Potrebbe forse ancóra servire... Ci pensate?
Egli è assorto, intento al suo intimo travaglio. Ella gli si accosta e un poco si piega verso di lui senza pietà, osservando le mani ch'egli tiene posate su le ginocchia.
[pg!158] Non avete più sguardo. I vostri occhi hanno perduto lo sguardo. Così la viltà v'immezzi codeste mani micidiali che vi cadano dai polsi a terra sfatte, con quel disegno ch'io ci leggo, che ora io veggo trasparire palese come le vene...