Egli balza in piedi, con un gran fremito riscotendosi e tendendo le pugna chiuse.
Gherardo Ismera.
Ah, no! Sono ancóra tanto potenti che saprebbero piegare il vostro odio e il vostro orgoglio come già seppero aprire alla vostra ansietà il cammino che doveva condurvi verso voi stessa, in opera di vita, in opera di salute.
Mortella.
Il vinto si risolleva?
Gherardo Ismera.
Non sono vinto, né ho bisogno di risollevarmi. Non sono mai stato più alto in me: alto abbastanza per la fólgore. E sia! il mio coraggio può guardare la sua azione, senza vacillare e senza impallidire.
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Mortella.
Di più, non avreste potuto, non potreste.