salgon da’ vasti legni
carchi di spezie rare.
E ne l’alba lunare
a noi s’aprono i regni

meravigliosi, i liti
cari a ’l Sole, ove amando
vivono e poetando
uomini forti e miti.

Da ’l soffio a l’aria effusi
per lunghe onde i profumi,
come celesti fiumi
in un solo confusi,

ondeggian su la bruna
congerie de le antenne.
Ed ecco, ne ’l solenne
silenzio de la luna,

alzasi un lento coro
da quella selva informe.
Il porto ampio s’addorme,
stanco d’uman lavoro.

ROMANZA


Ne la coppa elegante
ove il sole ha fulgori
tremuli e gai colori
come in un diamante,

non anche dà un sospiro
il giglio morituro.
Piega, mistico e puro,
in suo dolce martíro.

Cade, su l’acqua accolta
ne la carcere breve,
mite come la neve
qualche foglia disciolta;