I nudi olmi a’ Cappuccini
metton già qualche rametto:
senton giugnere il diletto
de’ meriggi marzolini.
Come il cuor balzami in petto
se colei vedo, che aspetto,
in su’ tiepidi mattini!

ROMANZA


Vi sovviene? Fu il convegno
sotto l’Arco dei Pantani.
Voi, saltando giù da ’l legno,
mi porgeste ambo le mani.

Ridean l’agili colonne,
tutte argento buono, a ’l sol;
ed i passeri loquaci
le cingean d’allegro vol.

Sotto l’Arco il cavalcante
attendea con i due bai.
Con sì pronto atto elegante
voi balzaste, ch’io pensai:

—Quante volte ne’ selvaggi
parchi il cervo ella inseguì?
Dolce cosa al fianco suo
galoppar tra gli allalì!

Voi chiedeste, con un riso
ne’ belli occhi:—Dunque andiamo!—
Era bianco il vostro viso,
bianco assai. Risposi:—Andiamo.—

Ma facean altre parole
gran tumulti in fondo a me.
Le contenni: il cuor ne ’l petto
con che furia mi battè!

Era il fòro taciturno
da una grave ombra occupato.
Sopra il tempio di Saturno
indugiava il dì, pacato.