Lorenzo Gaddi.
È ancora là, senza braccia. L'ha lasciata così: non ha voluto restaurarla. Così, sul piedestallo, sembra veramente un marmo antico, disseppellito in una delle Cicladi. Ha qualche cosa di sacro e di tragico, dopo la divina immolazione.
Francesca Doni, a bassa voce.
E quella donna, la Gioconda, era là?
Lorenzo Gaddi.
Era là, silenziosa. Quando uno la guarda, e pensa ch'ella è causa di tanto male, veramente non può imprecare contro di lei nel suo cuore;—no, non può, quando uno la guarda.... Io non ho mai veduto in carne mortale un così grande mistero.
Una pausa. Il vecchio e la mite sorella rimangono in pensiero, per qualche attimo, chinato il capo.
Francesca Doni, sospirando per l'angoscia che l'opprime.
Mio Dio, mio Dio! E intanto ora dovrò condurre Beata alla madre, e si rivedranno, dopo tanto; e la piccola capirà la verità, saprà la cosa orrenda.... Come nascondere, a lei che si ricorda di tutte le carezze e ne è folle! L'avete veduta, l'avete udita, dianzi....
Silvia Settala riappare su la soglia. I suoi occhi sono arsi e tutta la sua persona è contratta da uno sforzo spasimoso.