Si accomiata dai due, per uscire.

Francesca Doni.

A rivederci, maestro. Forse domani vi rivedrò qui. Spero. Voi avete orrore delle mie scale!

Ella accompagna il vecchio sino alla porta; quindi torna verso l'amico.

Che fuoco d'intelligenza e di bontà, in quel vecchio! Quando egli entra in una stanza, sembra che porti un conforto per tutti. Chi è triste si solleva e chi è lieto s'infèrvora.

Cosimo Dalbo.

È un animatore; appartiene alla più nobile casta degli uomini. La sua opera è una continua esaltazione della vita: è il continuo sforzo di comunicare una scintilla, tanto alle sue statue quanto alle creature che egli incontra nel suo cammino. Lorenzo Gaddi mi par degno d'una gloria ben più alta di quella che gli concedono i suoi contemporanei.

Francesca Doni.

È vero, è vero. Se sapeste di che energia e di che delicatezza ci ha dato prova, in questa orribile sventura! Quando la cosa avvenne, mia sorella non era qui: era da nostra madre, a Pisa, con Beata. La cosa avvenne nello studio, là, sul Mugnone, verso sera. Soltanto il custode udì il colpo. Com'ebbe scoperta la verità, per istinto corse ad avvertire Lorenzo Gaddi prima d'ogni altro. Nell'angoscia e nell'orrore di quella sera d'inverno, tra la confusione e l'incertezza, egli solo non si perse mai d'animo, non ebbe mai un attimo di esitanza. Conservò sempre una strana lucidità da cui tutti fummo dominati. Egli solo disponeva: tutti obbedivamo. Fu egli che volle trasportato il povero Lucio qui nella casa, moribondo. I medici disperavano della salvezza. Egli solo ripeteva, con una fede ostinata: "No, non morrà, non morrà, non può morire." Io gli credetti. Ah che notte eroica, Dalbo! E poi l'arrivo di Silvia, l'annunzio ch'egli stesso le diede, il divieto ch'egli le fece di entrare nella stanza dove un soffio poteva spegnere quel barlume di vita; e la forza di lei, l'incredibile resistenza di lei alla veglia e al disagio per intere settimane, la vigilanza fiera e silenziosa con cui ella custodiva la soglia come per impedire il passaggio alla morte....

Cosimo Dalbo.