E io ero lontano, inconsapevole di tutto, a bearmi d'ozio in una barca sul Nilo! Eppure una specie di presentimento mi pungeva, prima di partire. Per ciò io tentai ogni mezzo di persuadere Lucio ad accompagnarmi nel viaggio che in altri tempi avevamo sognato insieme. Egli aveva finito in quei giorni la sua statua; e io pensavo che nel marmo stupendo fosse la sua liberazione. Mi rispose: "Non ancora!" E, qualche mese dopo, doveva cercarla nella morte. Ah se io non fossi partito, se fossi rimasto al suo fianco, se fossi stato più fedele, se avessi saputo difenderlo contro la nemica, nulla sarebbe forse avvenuto!
Francesca Doni.
Non bisogna rammaricarsi, se da tanto male può venir qualche bene. Chi sa in quale tristezza disperata mia sorella si sarebbe consunta, se il fatto violento non l'avesse riunita a Lucio d'improvviso! Ma non crediate che la nemica abbia deposto le armi. Ella non abbandona il campo....
Cosimo Dalbo.
Che? Gioconda Dianti....
Francesca Doni, facendo il segno del silenzio, abbassando la voce.
Non dite quel nome!
SCENA TERZA.
Appare su la soglia Lucio Settala appoggiato al braccio di Silvia, pallido e scarno, con gli occhi straordinariamente ingranditi dalla sofferenza, con un sorriso tenue e dolce che affina la sua bocca voluttuosa.
Lucio Settala.