Lorenzo Gaddi, perplesso.

Chi può dire?

Silvia Settala, con un accento di dolore.

Ah, ora voi stesso non osate più consolarmi! Dunque, è così? Non v'è riparo?

Lorenzo Gaddi, prendendole le mani.

No, no, Silvia.... Io intendeva:—chi può dire quali mutamenti porti in una natura come la sua una forza tanto misteriosa? Tutto annunzia in lui l'apparizione di un nuovo bene. Guardatelo quando sorride. Dianzi, là, prima che voi vi allontanaste per accompagnarmi fuori, quando vi ha baciato queste care mani, non avete sentito che tutto il suo cuore si struggeva di tenerezza e di umiltà?

Silvia Settala, accesa il volto da una tenue fiamma.

Sì, è vero.

Lorenzo Gaddi, guardandole le mani.

Care, care mani, coraggiose e belle, sicure e belle! Sono d'una straordinaria bellezza le vostre mani, Silvia. Se troppe volte il dolore ve le ha congiunte, anche ve le ha sublimate, le ha rese perfette. Sono perfette. Ricordate la donna del Verrocchio, la donna dal mazzolino, quella dai capelli a grappoli? Ah, è là!