I colli euganei erano laggiù come tumuli d'amanti famose, inzaffirati.
Le chiare dighe sono cinture cinte alla terra bionda e molle che, come una donna, ha le sue delicatezze segrete da non potersi sorprendere se non di quassù.
Nell'estuario le porzioni della terra sembrano fatte per essere offerte, come il pane si frange, come la focaccia si parte.
Il fango è una materia preziosissima: di quassù è opulento come la sabbia del Pattolo.
Le rive sono protese, distese come chi si stira nel sopore: sono attitudini, sono gesti.
La laguna ha i suoi prati che aspettano le sue greggi d'argento squammose.
La laguna è come la perlagione d'un cielo vista a traverso le nervature duna foglia macera.
Ora il mare la imita. Ora nel mare le correnti rilucono e lo fanno simile alla laguna solcata dai canali tortuosi.
Nel pallore della laguna i canali tortuosi sono verdi come la malachite, verdi come l'ossido di rame, come certi occhi.
Le piccole città bianche, su le sporgenze della costa, sono da prendere e da portare in palma di mano.